CasaClima Awards 2014, CasaSalute: progetto, materiali, tecnologie | Edilone.it

CasaClima Awards 2014, CasaSalute: progetto, materiali, tecnologie

wpid-24956_CasadellaSaluteMagr.jpg
image_pdf

CasaSalute e il suo ambiente (foto Archivio Marco Sette).

Con la CasaSalute di Magrè, in provincia di Bolzano, inizia un nuovo percorso alla scoperta dei progetti vincitori del CasaClima Awards 2014, il concorso dell’Agenzia CasaClima dedicati a progetti di nuova costruzione e di risanamento dell’esistente che interpretano al meglio i criteri di efficienza energetica e sostenibilità. Un’edizione, quella 2014, che ha visto CasaSalute avere la meglio su circa 1.300 altre realizzazioni che nel 2013 hanno ottenuto la certificazione CasaClima.

Un metodo per costruire racconta se stesso attraverso una nuova architettura: è quanto si può sperimentare a Magrè sulla Strada del Vino, a pochi chilometri da Bolzano, visitando la sede di Casa Salute, importatore e distributore per l’Italia del sistema per la costruzione di case in legno “Nur-Holz” della tedesca Rombach, progettata da Marco Sette.

“Solo legno”, come dice la stessa denominazione, è il sistema costruttivo che è stato scelto per realizzare un edificio sano, confortevole e rispettoso dell’ambiente, a partire proprio dalle strutture, che sono formate da pannelli portanti totalmente in legno naturale, senza materiali aggiuntivi.

Facciata sud-est (foto Archivio Marco Sette).

Il legno impiegato proviene da boschi gestiti in maniera sostenibile, come è attestato dal certificato Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification); non è trattato con agenti protettivi e neppure da ritardanti di fiamma. Oltre alle strutture, anche gli altri materiali utilizzati sono naturali.

Il sistema si basa sull’assemblaggio di pannelli multistrato strutturali, con i quali si possono realizzare elementi – portanti e non portanti – di pareti, solai e coperture di edifici multipiano in legno. Ogni pannello è costituito da tavole di diversa lunghezza, orientate alternativamente in orizzontale, verticale e diagonale, unite ad uno strato di travetti portanti. 

Lo spessore delle assi è compreso tra 18 e 100 millimetri; la larghezza varia da 140 a 210 millimetri; le tavole sono realizzate in legno di abete rosso o altro legno di conifera, quale pino, abete, larice, douglas. L’innovazione è rappresentata dal tipo di collegamento degli elementi in legno, che è realizzato esclusivamente tramite barre filettate in legno di faggio, senza l’aggiunta di colle o chiodi, ottenendo pannelli, anche di notevole spessore – fino a 38,1 centimetri per le pareti e fino a 20,8 centimetri per i solai e le coperture -,  formati solamente da legno. Le barre filettate hanno un diametro maggiore rispetto a viti in metallo – il diametro interno del filetto è di 20 millimetri e il diametro esterno è di 22 millimetri -; i fori praticati nelle tavole in cui le barre devono essere inserite sono anch’essi filettati ed hanno un diametro di 20 millimetri.

Particolari costruttivi: attacco a terra; copertura (foto Archivio Marco Sette).

La strategia seguita per ottenere una connessione particolarmente efficace si basa sulla capacità del legno di assorbire l’umidità: infatti, dopo che il legno è stato fatto essicare, dapprima all’aria aperta e successivamente in forno, per le tavole si mantiene un’umidità residua superiore a quella della barre;  accade così che queste ultime, quando sono inserite negli appositi alloggiamenti predisposti nelle tavole, ne assorbono l’umidità e si gonfiano, bloccandosi al loro interno. Un ulteriore contributo alla stabilità del collegamento è ottenuto quando le grandi viti sono inserite nei fori filettati, perché le ali dei rivetti premono sugli incavi, favorendo il serraggio.

Campione di pannello (foto Archivio CasaSalute). 

Viti filettate per il collegamento dei pannelli portanti del sistema costruttivo Nur-Holz (foto Archivio CasaSalute)

Il brevetto dell’azienda produttrice, certificato con l’omologazione europea Eta-11/0338Ce (Europäische Technische Zulassung ETA-11/0338 – Solid wood slab element – element of dowel joined timber boards to be used as a structural element in buildings), comprende pannelli strutturali di spessore variabile in funzione dei carichi da sopportare e della concezione strutturale dell’edifico da realizzare. Sono completamente assemblati in stabilimento, per assumere le caratteristiche morfologiche e dimensionali richieste dai diversi progetti da realizzare, potendo acquisire anche forme arrotondate. Le dimensioni massime dipendono dalle esigenze del trasporto. Il montaggio in cantiere avviene a secco in tempi rapidi.

Edificio in costruzione: completamento del solaio a terra; montaggio dei pannelli prefabbricati del solaio (foto Archivio Marco Sette).

A Magrè, pareti e solai sono formati da pannelli portanti che hanno rispettivamente uno spessore di 26 centimetri e 25 centimetri. Nelle pareti, lo strato portante è completato da un cappotto isolante di 16 centimetri, che, in alcuni tratti della facciata è intonacato, in altri, è microventilato e protetto esternamente da tavole in legno. Nel solaio interpiano, il pannello in legno massiccio è usato direttamente come superficie di calpestio, poiché il sistema di giunzione non prevede fori passanti, ma, su una delle due facce dei pannelli, ha la possibilità di fermare i connettori all’interno dello spessore dell’ultima tavola,per cui le barre rimangono nascoste alla vista; il solaio è completato in intradosso da uno strato di intonaco che ospita i canali microcapillari del sistema di condizionamento radiante a bassa temperatura. In copertura, la piastra in legno è isolata e microventilata in estradosso; al di sopra del manto di tenuta è steso uno strato di ghiaia, su cui sono alloggiati pannelli solari ibridi che producono sia energia elettrica che acqua calda, in misura superiore al fabbisogno.

Grande spazio libero della showroom senza ingombri strutturali; scala (foto Archivio Marco Sette e foto Archivio CasaSalute).

Del sistema costruttivo utilizzato, però, nella struttura di Casa Salute, sono sperimentate possibilità morfologiche più complesse rispetto al semplice accostarsi e sovrapporsi di volumi scatolari prevalentemente chiusi, scanditi dalla modularità dei pannelli portanti. Così, utilizzando una tipologia strutturale diversa, all’interno, a livello del terreno, colonne in legno massiccio a sezione ottagonale reggono la scala e il solaio del livello sovrastante, permettendo di aprire un grande spazio libero da suddivisioni. All’esterno, la facciata sud-est perde materialità, incurvandosi con una sequenza di grandi superfici vetrate libere da montanti; in più, estroflessa rispetto ad essa, una seconda cortina in legno, formata da alti pilastri e brevi elementi trasversali, si sviluppa a doppia altezza per proteggerla dal sole. Dopo una lunga campata superata con travi, la struttura cambia ancora, per formare un piccolo volume squadrato che si apre verso la campagna.

Struttura orizzontale in corrispondenza della scala (foto Archivio Marco Sette). 

Proprio nel parallelepipedo intonacato che conclude l’articolato organismo si svela la filosofia dell’azienda, essendo uno spazio in cui si può essere ospitati in piena autonomia per rendersi conto in maniera diretta del grado di confortevolezza che si può ottenere in un edificio realizzato in “solo legno”, isolato con materiali naturali che permettono la naturale traspirabilità della struttura, completato senza materiali inquinanti o allergeni, calcolato e costruito in modo da mantenere l’ambiente interno asciutto, con una buona tenuta all’aria, protetto dal rumore esterno e dal calore estivo, rispondente alle norme sismiche e in grado di offrire un elevato grado di sicurezza nei confronti delle radiazioni ad alta frequenza e degli eventuali incendi. Ed è così che l’architettura di CasaSalute, diventa essa stessa un efficace strumento di promozione aziendale, con cui si invitano i possibili clienti a vivere di persona molteplici sensazioni di benessere che si percepiscono all’interno dell’edificio.

Non stupisce perciò che a questo approccio innovativo corrisponda il più elevato livello di prestazioni previsto dalla classificazione CasaClima raggiunto nella costruzione, lo standard CasaClima Gold Nature, che, oltre all’efficienza energetica, vuole garantire il rispetto dell’ambiente e la salute delle persone, e che l’edificio, non solo sia tra i primi costruiti in Italia ad “energia quasi a zero”, ma sia addirittura attivo, perché tramite i pannelli fotovoltaici produce più energia di quella che è necessaria per soddisfare il proprio fabbisogno.

Stratificazione della struttura portante lasciata a vista per motivi dimostrativi: struttura verticale in corrispondenza della facciata vetrata (foto di Michela Toni).

L’autore


Michela Toni

Architetto, dottore di ricerca in Tecnologie dell’architettura, Toni è attualmente professore Associato di Tecnologia dell’Architettura presso l’Università di Ferrara dove insegna dal 1993; per dodici anni titolare del Laboratorio di Sintesi Finale di Progettazione Ambientale. È stata relatrice di oltre 160 tesi di laurea, relative a 230 laureandi. Ha svolto attività di ricerca con  Edinricerche di Bologna (dal 1979 al 1990), Ance, Cna, Andil, Ecosfera. Per quasi dieci anni (dal 1984 al 1993), è stata osservatrice della situazione urbanistica, sociale e ambientale dell’area fiorentina per conto di Cresme. Ha lavorato per la Ntr della Regione Emilia Romagna e della Regione Liguria. Ha collaborato con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per la ricerca preparatoria dei Decreti legge per l’attuazione della Legge quadro sull’inquinamento acustico. Ha collaborato con il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso.

Da oltre trenta anni si occupa delle implicazioni progettuali connesse con l’utilizzo delle fonti energetiche alternative nelle costruzioni e con aspetti della progettazione architettonica finalizzati al miglioramento delle prestazioni acustiche, sondando molteplici sviluppi della progettazione ambientale alle diverse scale. Attualmente svolge ricerca sul rapporto tra architettura ed aspetti del controllo ambientale; sull’impiego dei materiali compositi nelle costruzioni; sull’utilizzo di tecnologie povere, quali pietre di recupero e canne negli edifici; legno, terra  e vegetazione in opere di ingegneria naturalistica. Si occupa anche delle connessioni tra l’architettura e le condizioni culturali in cui si sviluppa.

Copyright © - Riproduzione riservata
CasaClima Awards 2014, CasaSalute: progetto, materiali, tecnologie Edilone.it