Casa Capriata: 1° rifugio ecosostenibile d'alta quota | Edilone.it

Casa Capriata: 1° rifugio ecosostenibile d’alta quota

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Inizieranno a maggio e si concluderanno a settembre 2008 i lavori di realizzazione di “Casa Capriata“, uno dei rifugi più ecosostenibili dell’arco alpino, in fase di progettazione a Gressoney-Saint-Jean. Formalizzata a fine marzo con la firma di un protocollo d’intesa tra il Comune, la Regione Valle d’Aosta, il Politecnico di Torino e vari sponsor, l’iniziativa costerà 500 mila euro.

L’edificio Casa Capriata, non costruito nel 1954 a causa del mancato accordo economico tra gli sponsor, sarà realizzato nel 2008 grazie al sostegno della Regione autonoma della Valle d’Aosta, del Comune di Gressoney Saint Jean e la partecipazione tecnica delle aziende sponsor coinvolte dal Politecnico di Torino. Il progetto registra la partecipazione di Saint Gobain Isover Italia che ha inserito Casa Capriata nel progetto europeo Multi-Comfort house, Internorm Italia che fornirà i serramenti basso emissivi utilizzati per la realizzazione della prima casa passiva d’alta montagna, il rifugio Schiestlhaus am Hochschwab, a 2154 metri di quota, e Hoval azienda leader nei sistemi di riscaldamento.
Certificato dall’Agenzia CasaClima (obiettivo Classe A Gold), il progetto sarà realizzato nelle strutture e componenti lignee dalla Denaldi Legnami e vedrà la partecipazione di diversi sponsor fra i quali Zanotta che fornirà i mobili prodotti su disegno di Mollino e Bertolotto che fornirà porte dell’innovativa collezione BI Home.

L’iniziativa, il cui responsabile scientifico è Guido Callegari, docente di tecnologia dell’architettura della I Facoltà di architettura di Torino, riproporrà il carattere sperimentale del progetto originario che, nell’ambito del Concorso Vetroflex Domus (1951), e della X Triennale di Milano (1954), costituiva un manifesto della sperimentazione di materiali e tecniche costruttive ingegnose e colte, innovative e, al contempo, consapevoli di antiche tradizioni.

L’edificio sorgerà all’arrivo della pista ‘Leonardo David’, a 2.100 metri di quota, al posto di una precedente struttura degli anni Cinquanta. “Articolato su tre piani, il rifugio disporrà di circa 200 metri quadri e avrà una dozzina di posti letto”, anticipa Guido Calligari, direttore scientifico del progetto per il Politecnico di Torino. A piano terra sarà realizzato un ristorante con 35 coperti.
“I lavori inizieranno a fine maggio, ovviamente se le condizioni meteorologiche lo consentiranno – dice Aldo Comé, sindaco di Gressoney Saint Jean -, adesso, infatti, l’area è completamente innevata”. A cavallo tra giugno e luglio è prevista anche la presentazione del cantiere in opera, in occasione del 23/o Congresso Mondiale Uia Torino 2008.
“Si tratta di un importante esempio di edificio passivo in Europa – spiega Calligaris -, con un livello di dispersione pari a zero e un particolare sistema di recupero delle acque reflue”. ‘Casa Capriata’ trasforma in realtà un progetto del 1954 dell’architetto torinese Carlo Mollino, considerato un manifesto di sperimentazione architettonica.

 

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