5° Congresso di Federparchi: nuovo sistema delle aree protette | Edilone.it

5° Congresso di Federparchi: nuovo sistema delle aree protette

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Il Congresso della Federparchi si è tenuto nei primi giorni del mese di giugno presso la sede del parco dell’Etna, nel monastero di San Nicolò La Rena, a Nicolosi (CT), dando consenso unanime alla relazione del presidente Matteo Fusilli nel dibattito generale della seconda giornata. Fitta serie di interventi da parte di rappresentanti di parchi regionali e nazionali, di riserve marine e terrestri, di direttori, tecnici ed esperti.

Particolarmente approfondito l’esame delle parole pronunciate nel corso della giornata inaugurale dal ministro Pecoraro Scanio, che ha espresso la volontà di affrontare immediatamente e con decisione le molte questioni sollevate dall’associazione e le principali proposte per l’avvio di una nuova e più produttiva fase per il sistema nazionale delle aree protette. Per quanto attiene alle politiche dei parchi, è stato affermato che “I parchi sono un valore per il Paese e possono essere un fattore di crescita”. L’affermazione sottolinea che si tratta di un sistema di aree protette esteso, articolato e maturo che per estensione si colloca nei primi posti in Europa, con ben oltre il 10% della superficie nazionale, il 15% se tiene conto di tutti i siti di tutela territoriale. Con una varietà di ambienti sottoposti a un regime speciale di gestione: dalle pendici delle montagne più alte alle pianure agricole, dai fiumi principali, alle isole minori, da tratti di costa ai bacini idrici dell’interno, dalle zone umide a superfici marine in gran numero.
Una rete, che secondo il presidente della Federparchi, può collegare gli aspetti della tutela con quelli della promozione di uno sviluppo locale alternativo, saldare il rigore scientifico con la partecipazione delle comunità residenti. Dotato di grandi potenzialità che rappresentano, oltre che lo strumento per garantire la sopravvivenza di paesaggi unici, di habitat e specie animali e vegetali, un patrimonio per la nazione per costruire una prospettiva di crescita in grado di valorizzare ogni parte del Paese e in particolare le parti più pregiate, quelle che sono identificative, anche all’estero come il volto dell’Italia.

Per quanto riguarda l’intervento del Ministro dell’Ambiente – in questo 5° Congresso di Federparchi – egli ha sottolineato il lavoro importante della Federazione e si è impegnato a rapportarsi con questa, quale indispensabile interlocutore istituzionale.
Pecoraro Scanio ha inteso lanciare, dalla Sicilia, un vero e proprio programma di lavoro basato sulla applicazione efficace delle Legge 394, in quanto legge importantissima che va ripresa, in qualche parte modificata attraverso, però, dei semplici atti amministrativi e di indirizzo, ma non stravolta.
Annunciata come prossima anche l’istituzione del nuovo Parco Nazionale della Val D’Agri.
Il Ministro ha dedicato una sottolineatura di rilievo alle procedure di infrazione comunitaria che rendono gravemente inadempiente l’Italia, per fronteggiare le quali ha prospettato un maggiore rigore nel rapporto con l’Europa e l’applicazione delle norme comunitarie; un’accelerazione anche sulle nomine dei nuovi presidenti dei parchi, da scegliersi in base alle competenze riconosciute anziché alle tessere di partito; l’istituzione, già dalla prossima settimana, di un Gruppo tecnico sulle aree marine protette; la valorizzazione del Corpo Forestale dello Stato come organo di polizia ambientale e buon ultima, la possibilità di avviare una ricognizione degli usi civici a fini di tutela ambientale, “per recuperare la vera identità territoriale e culturale del nostro Paese”.

Il Congresso è stato animato anche dalla presentazione dei risultati dei lavori dei seminari e dei gruppi le cui riunioni avevano caratterizzato il pomeriggio della prima giornata. Documenti e programmi di grande impegno sono stati elaborati dai congressisti confrontatisi su questioni quali la difesa della biodiversità, la moderna gestione della tutela marina e il funzionamento delle arre marine protette, la cooperazione internazionale, la vigilanza e l’autonomia degli enti parco.

La grande partecipazione al dibattito ha costretto alla contrazione dei tempi a disposizione dei congressisti, ma ha messo in luce la grande vitalità di una associazione che con i suoi 164 affiliati rappresenta la generalità dei soggetti che gestiscono territori protetti e ha segnalato la necessità di un lavoro di coordinamento ancora maggiore per la realizzazione di progetti unitari utili all’intero sistema.

Al termine dei lavori congressuali nel Parco dell’Etna, è stato eletto anche il nuovo Consiglio Direttivo della Federparchiche ha immediatamente proceduto all’elezione del presidente, dei vicepresidenti e della giunta esecutiva, con la riconferma di Matteo Fusilli, che è al vertice dell’associazione dal 2001.

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