Fortezza da Basso: ecco il piano di recupero | Edilone.it

Fortezza da Basso: ecco il piano di recupero

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Costruita su ordine di Alessandro de’ Medici la Fortezza da Basso fu apertamente concepita come avversa ai fiorentini che avevano osato ribellarsi ai Medici, tanto che il lato monumentale rivolto verso la città ha un carattere minaccioso e difensivo. Nel corso del tempo la fortificazione che prese il nome di Fortezza di San Giovanni e poi Fortezza dal Basso conservò un ruolo militare fino al Regno d’Italia. La fortificazione è rimasta affidata al Demanio Militare fino al 1967. Dal 1970 a ora sono stati realizzati molti interventi edilizi, alcuni dei quali hanno sollevato problemi di natura amministrativa a cui sono seguiti provvedimenti giudiziari.

Ora il sindaco del capoluogo fiorentino, Matteo Renzi, ha annunciato il futuro piano di recupero, che assicura diventerà definitivo e approvato entro l’anno e realizzato in un lasso di tempo che va dai 3 ai massimo 5 anni.

Comune, Provincia e Regione detengono in tre parti uguali la proprietà della Fortezza oltre che la maggioranza delle quote azionarie, il 57,6% “e tutte e tre – prosegue Renzi – ritengono l’immobile il cuore dello sviluppo economico della città”. Il costo dell’intero progetto è stimato intorno a 89 milioni di euro. “Il 40% degli investimenti verranno stanziati da fondi regionali, il restante 60% dipenderà dalla gestione di Firenze Fiera” , in altre parole dall’autofinanziamento della società di gestione.

Il progetto di recupero, coordinato dall’architetto della Provincia Luigi Ulivieri, prevede: il consolidamento delle mura ed il ripristino dei bastioni, con la ricostruzione di quelli smantellati per ridare valore ed identità alla Fortezza, così da creare nuovi spazi coperti da destinare alle attività fieristico/congressuali ma anche un grande spazio verde sopraelevato aperto alla cittadinanza che sia accessibile dai tre assi viari; la realizzazione di un itinerario che colleghi il parcheggio di Viale Strozzi con il mastio centrale, la Piazza Bambini di Beslan e la Stazione Ferroviaria di Santa Maria Novella mediante una passerella pedonale; la demolizione degli edifici come disposto dall’autorità giudiziaria ma anche di ulteriori volumi, frutto di interventi edilizi relativamente recenti giudicati disomogenei, disorganici se non addirittura casuali, quindi la creazione di tre grandi piazzali di cui due da utilizzare per eventi, e liberare così le piazze monumentali del centro storico, una su tutte Piazza Santa Croce; la ristrutturazione del padiglione Spadolini, infine la realizzazione di un nuovo padiglione ad uso fieristico e congressuale al di sotto del laghetto sul viale Strozzi.

Alla fine, tra demolizioni, ampliamento di altri padiglioni e padiglione metti e leva, dagli attuali 50 mila metri quadri espositivi si passerà a 70 mila. Gli spazi liberi aumenteranno del 67% fino a 27.300 metri quadri, con tre piazze, la più grande da 11 mila metri quadri, il verde, nei giardini pensili e all’interno, crescerà del 176% fino a 20.300.

A.U.

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