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“Service tax”: Ance e Confedilizia ne chiedono il ripristino

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Da Ance e Confedilizia giunge la richiesta al premier Enrico Letta per una “drastica revisione della disciplina delle tasse sulla casa” all’interno della Legge di stabilità, come si legge in un comunicato stampa diffuso sul sito Ance.  I presidenti delle due associazioni, Paolo Buzzetti e Corrado Sforza Fogliani, nella loro lettera rivolta al premier Letta, spiegano come sia necessario che si gettino le basi per una nuova fiscalità che garantisca la tutela del bene casa e la sua redditività, anche attraverso una vera Service tax.

Durante l’Home Day, svoltosi lo scorso 12 novembre, era stato lanciato l’allarme sulla confusione che il “balletto di tasse sulla casa” ha iniziato a generare non solo per famiglie ma anche per le imprese. Pertanto Confedilizia e Ance si rivolgono direttamente al Presidente del Consiglio perché venga rivista la Tasi che, così come prevista nel disegno di legge sulla stabilità, sulle seconde case assumerebbe i connotati di una terza patrimoniale in aggiunta all’Imu e al ritorno dell’Irpef.

In tal caso, le imprese di costruzione si troverebbero a pagare nuovamente, dopo l’eliminazione dell’Imu, una tassa sui fabbricati invenduti con una aliquota che può arrivare addirittura sino all’11,6 per mille del valore catastale. I proprietari, dall’altro lato, secondo la nuova fiscalità, sarebbero tenuti al pagamento della quota più rilevante della Tasi, che da tassa sui servizi comunali erogati a favore degli abitanti degli immobili (come era stata annunciata ad agosto dal Governo) si sarebbe trasformata invece in un’ennesima patrimoniale.

Per questa ragione, le due associazioni chiedono che sia ripristinata la “Service tax”, delineata nella Nota del Governo dello scorso 28 agosto.

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