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Scheda carburante e pagamenti con moneta elettronica

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La scheda carburante deve essere utilizzata per gli acquisti di carburanti per autotrazione (benzine di ogni tipo, miscele di carburante e lubrificante, gasolio, gas metano e Gpl) effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte dei soggetti IVA nell’esercizio di imprese, arti e professioni.

In ambito fiscale la scheda carburante costituisce:

  • un documento valido sia per la detrazione dell’IVA (nella generalità dei casi nel caso di utilizzo promiscuo dell’automezzo sarà riconosciuta una detrazione IVA forfettaria nella misura del 40%), sia per la documentazione del costo ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive. A tal riguardo si fa presente che la Commissione Tributaria Regionale della Toscana con la Sent. n. 27/2004 ha chiarito che la non istituzione della scheda carburante non influenza il riconoscimento dell’inerenza di un costo in materia di imposte sui redditi, in quanto il documento afferisce a un profilo meramente formale-contabile di rilevazione dell’operazione ai fini IVA. Per la Cort. n. 11514/2001, incombe sull’imprenditore l’onere di dimostrare l’inerenza del costo all’attività esercitata;
  • un’eccezione al principio generale secondo cui per ciascuna operazione imponibile deve essere emessa una fattura. Infatti, la scheda carburante costituisce un’eccezione al principio generale secondo il quale per ciascuna operazione deve essere emessa una fattura, ed è quindi documento valido sia per la detrazione dell’IVA (sempreché non vi siano limitazioni alla detrazione) relativa agli acquisti di carburanti effettuati, che per la documentazione del costo ai fini delle imposte sui redditi.

Il modello della scheda di carburante, così come stabilito dal D.P.R. n. 444/1997 deve contenere:

  • gli estremi d’individuazione del veicolo. Deve essere istituita una scheda per ogni veicolo a motore utilizzato. Relativamente ai dati del veicolo, sono previste queste indicazioni: casa costruttrice, modello, targa e numero del telaio. Il modello ufficiale però prevede solo l’indicazione della targa o del telaio del veicolo (Circ. 12 agosto 1998, n. 205/E);
  • il nome della ditta, la sua denominazione o ragione sociale, nome e cognome se trattasi di persone fisiche (ad esempio i professionisti). Non è necessario che i mezzi siano intestati al soggetto acquirente il carburante, e cioè che gli automezzi siano di sua proprietà, in quanto l’utilizzo degli stessi può avvenire anche sulla base di contratti di locazione, noleggio, leasing o comodato (Circ. n. 205/E/1998 dell’Agenzia delle Entrate);
  • il domicilio fiscale;
  • il numero di partita IVA del soggetto acquirente il carburante;
  • l’ubicazione dell’eventuale stabile organizzazione in Italia per i soggetti domiciliati all’estero.

L’annotazione dei dati relativi al rifornimento di carburante deve essere effettuata dall’addetto alla distribuzione di carburante, il quale dovrà indicare sulla scheda dell’acquirente:

  • la data del rifornimento;
  • l’ammontare del corrispettivo al lordo dell’IVA;
  • la denominazione, ragione sociale o cognome e nome dell’esercente e l’ubicazione dell’impianto di distribuzione. Questi dati possono essere riportati anche con l’apposizione di un timbro;
  • la firma per convalida della regolarità dell’operazione d’acquisto.

NB: a decorrere dal 14 maggio 2011 (entrata in vigore del Decreto Sviluppo), quindi solo per gli acquisti di carburante effettuati dal 14 maggio 2011 in poi, è venuto meno l’obbligo della tenuta della scheda carburante per i soggetti passivi IVA che acquistano carburante utilizzando, esclusivamente, moneta elettronica (per meglio dire, così come chiarito dalla Circolare n. 42/E del 9 novembre 2012: carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’Anagrafe Tributaria previsto dall’art. 7, sesto comma, del DPR n. 605 del 29 settembre 1973).

 

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