Responsabilita' solidale nei contratti di appalto: ancora dubbi tra gli operatori | Edilone.it

Responsabilita’ solidale nei contratti di appalto: ancora dubbi tra gli operatori

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Con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 1° marzo scorso è stato chiarito, tra l’altro, che rimangono esclusi dalla responsabilità solidale, di cui al comma 28 dell’art. 35 del DL 223/2006, gli appalti di fornitura dei beni, inoltre, non sono richiamati tra i soggetti obbligati all’adempimento i “condomini”, ciò in considerazione del fatto che gli stessi non vengono contemplati tra i soggetti di cui agli artt. 73 e 74 del TUIR.
Nonostante il notevole sforzo dell’Amministrazione finanziaria, che si è necessariamente mossa nel perimetro delle norme, volto ad alleggerire la disciplina, restano tutt’oggi numerosi dubbi tra gli operatori di settore.

I dubbi tra gli operatori

  • Distinzione tra contratto di appalto e d’opera: ciò che distingue il contratto d’opera da quello di appalto è la prevalenza o meno dell’elemento personale rispetto a quello dell’organizzazione. Conseguentemente, nel caso in cui l’impresa che assume l’incarico sia di dimensioni rilevanti e/o qualora il servizio richiesto necessiti oltre alle capacità personali dell’assuntore anche di una organizzazione d’impresa, risulterà sempre più facile riconoscere un contratto di appalto, invece, che un contratto d’opera. Ad oggi però l’Agenzia non affronta in “toto” le diverse tipologie contrattuali che si possono verificare nell’operatività quotidiana, quindi, in molti casi gli operatori non riescono a definire puntualmente la distinzione tra contratto d’opera e di appalto. Sul punto sembra opportuno/necessario un ulteriore chiarimento ministeriale;
  • Asseverazione: la Circolare n. 2/E/2013 così come la precedente Circolare n. 40/E/2012, non ha delineato i contenuti dell’eventuale asseverazione nonché i controlli necessari che deve effettuare il Caf ovvero il libero professionista prima di rilasciare tale certificazione. Infatti, ad oggi non è chiaro cosa rischia (in termini di sanzioni e responsabilità) il professionista che rilascia una attestazione che poi si rivela non corretta. Quali sono i controlli che vanno esercitati? Come può essere assicurato il rischio derivante da questa prestazione?
  • Asseverazione/autodichiarazione: l’Agenzia delle Entrate ad oggi non ha chiarito come debba (e se possa) essere rilasciata l’asseverazione/autodichiarazione nel caso in cui i pagamenti da parte del committente ovvero appaltatore vengano effettuati prima della scadenza prevista per il pagamento dell’IVA ovvero ritenute Irpef sul lavoro dipendente inerenti al contratto di appalto/subappalto. Allo stato attuale risulta opportuno/necessario che l’Agenzia renda disponibile un modello di autodichiarazione/asseverazione sul quale riportare le informazioni necessarie all’adempimento;
  • Ambito oggettivo: l’Agenzia non ha chiarito la portata dei contratti di appalto “verbali”, per meglio dire la dimostrabilità degli stessi in caso di controlli;
  • Sanzioni: le sanzioni amministrative in capo al committente variano da Euro 5.000 ad Euro 200.000. Ad oggi non è chiaro su che “modulazione” le stesse verranno eventualmente irrogate.

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