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Iva per cassa al 22%: istruzioni per l’uso

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Arrivano dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 32/E del 5 novembre scorso, le indicazioni per applicare correttamente la nuova aliquota Iva ordinaria al 22%.

Il documento illustra anche il criterio da seguire in caso di opzione per il regime dell’Iva per cassa e precisa che, anche in questa ipotesi, l’aliquota da applicare si determina in base al momento in cui l’operazione si considera effettuata.

Ecco, nel dettaglio, alcuni dei punti toccati dalla circolare. “In riferimento all’IVA per cassa si precisa che l’aliquota IVA applicabile resta comunque determinata sulla base del momento di effettuazione dell’operazione, individuato secondo i criteri ordinari sopra richiamati. Il cosiddetto “cash accounting”, introdotto dall’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, prevede, infatti, deroghe in relazione al momento della esigibilità dell’imposta e dell’esercizio della detrazione ma non modifica i criteri di effettuazione delle operazioni”.

“Si ricorda che per coloro che optano per il regime dell’Iva per cassa, in quanto hanno un volume di affari non superiore ai due milioni di euro, l’articolo 32-bis dispone che l’Iva relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di altri soggetti passivi Iva diventa esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi, ovvero, al più tardi, decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione. Allo stesso tempo, per gli stessi soggetti, il diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti è sospeso fino al momento del pagamento dei propri fornitori”.

Scarica la circolare 32/E

 

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