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Durc e certificazione dei crediti, i chiarimenti del Ministero del Lavoro

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Con la circolare n. 40 del 21 ottobre 2013, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha offerto alcuni chiarimenti circa la possibilità, prevista dal Decreto 13 marzo 2013 di rilasciare il Durc, Documento unico di regolarità contributiva, in presenza di una certificazione che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, “di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”. Si tratta del meccanismo che dovrebbe permettere alla imprese, debitrici nei confronti degli istituti o delle casse edili ma al contempo creditrici nei confronti delle Pa, di superare il limite che finora non ha permesso loro di ottenere il Durc, e quindi di continuare a operare sul mercato, anche in presenza di debiti previdenziali e/o assicurativi.

La circolare chiarisce gli elementi che devono essere contenuti nel documento, precisando che la disciplina contenuta all’art. 13 bis, comma 5 in commento, pur rivestendo un carattere di specialità rispetto alle disposizioni che regolano il rilascio del Durc, “non rappresenta una deroga alle vigenti disposizioni (di cui all’art. 31, comma 5, del D.L. n. 69/2013) che stabiliscono che il Documento sia considerato valido per la durata di 120 giorni dalla data del rilascio”.

Viene precisato infine che, data la sostanziale permanenza della situazione debitoria nei confronti degli Istituti e/o delle Casse edili, “gli stessi conservano tutte le facoltà inerenti il potere sanzionatorio e di riscossione coattiva previste in caso di inadempimento dei versamenti contributivi”.

 Scarica la circolare del Ministero del Lavoro

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