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Decreto sulle sponsorizzazioni di beni culturali: aspetti fiscali

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Con il Decreto del 19 dicembre 2012 (pubblicato sulla GU n. 60 del 12 marzo 2013), il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha stabilito le norme tecniche nonché le linee guida allo scopo di dare applicazione ai contratti di sponsorizzazione. Per meglio dire si tratta di contratti per la ricerca di sponsor, volti ad attivare una specie di partenariato pubblico-privato allo scopo di reperire risorse da destinare alla tutela ed alla valorizzazione dei beni culturali.

Sponsorizzazione

In prima analisi risulta opportuno ricordare che il contratto di sponsorizzazione è un contratto atipico, quindi non espressamente disciplinato dalle norme del codice civile, a titolo oneroso ed a prestazioni corrispettive, la cui causa è individuata nell’utilizzazione a fini direttamente o indirettamente pubblicitari dell’attività, del nome o dell’immagine altrui in cambio di un corrispettivo che può consistere in uno stanziamento in denaro o nella fornitura di materiale o di altri beni, e deve essere ricondotto nella fattispecie della vasta categoria dei contratti di pubblicità.

La sponsorizzazione è, altresì, un contratto consensuale che trova la sua perfezione con la semplice manifestazione di volontà delle parti, ed è da quel momento pienamente vigente ed operativo. Non è richiesta la forma scritta, ma come tutte le fattispecie di accordi complessi, è consigliabile sia stipulato per iscritto perlomeno ai fini probatori. Inoltre, la forma scritta appare opportuna anche per quanto attiene ai fini fiscali: infatti, in presenza di prove documentali, i costi della sponsorizzazione sono interamente deducibili nell’esercizio, e detraibili per la relativa imposta sul valore aggiunto.

Il contratto di sponsorizzazione si può definire come quel particolare contratto mediante il quale un contraente-impresa (sponsor) trasforma a suo vantaggio, in un veicolo pubblicitario, le prestazioni dell’altro contraente (sponsee), le quali si realizzano nei più diversi campi (attività sportive, iniziative artistiche o culturali, ecc.).

Aspetti fiscali della sponsorizzazione

Con riferimento all’imposizione diretta si rileva che così come stabilito dall’art. 108 del TUIR le spese di pubblicità e propaganda (e conseguentemente anche le sponsorizzazioni) risultando deducibili, ai fini fiscali, totalmente nell’esercizio di sostenimento del costo ovvero in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi (conseguentemente 20% della spesa per ogni esercizio considerato).

Si rileva, inoltre, che ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto (c.d. IVA) le sponsorizzazioni sono soggette ad aliquota IVA ordinaria del 21%. Ne discende che lo sponsee per tali prestazioni dovrà emettere fattura con IVA nei confronti dello sponsor. A sua volta lo sponsor potrà detrarre l’IVA addebitata in misura piena (salvo casi di limitazione al diritto alla detrazione).

 

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