Decreto semplificazioni 2014: novita' su societa' in liquidazione e in perdita sistematica | Edilone.it

Decreto semplificazioni 2014: novita’ su societa’ in liquidazione e in perdita sistematica

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In G.U. del 28 novembre 2014 è stato pubblicato il D.lgs. n. 175 del 21 novembre 2014 (c.d. Decreto semplificazioni) che è stato emanato in attuazione dell’art. 7 della delega fiscale di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 23. Il presente D.lgs. n. 175/2014 è entrato in vigore a decorrere dal 13 dicembre 2014.  In questo articolo descriviamo alcune novità sostanziali in materia di società in perdita sistematica e responsabilità dei liquidatori nei casi di liquidazione di società.

 

Società in perdita sistematica

In aggiunta all’ipotesi classica, rappresentata dalle società non operative che registrano ricavi inferiori alla soglia minima derivante dall’applicazione dei coefficienti di cui all’art. 30 della L. 724 del 1994, si considerano in perdita sistematica le società che hanno dichiarato cinque perdite fiscali consecutive oppure quattro perdite e un reddito imponibile inferiore al minimo previsto dal citato art. 30 della L. 724/94 (art. 2, commi 36-decies e 36-undecies, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modifiche dalla L. 14 settembre 2011, n. 148).

Torna, comunque applicabile il Provvedimento del Direttore Agenzia Entrate 11 giugno 2012.

 

Liquidazione di società: responsabilità dei liquidatori

I liquidatori dei soggetti Ires che non hanno versato le imposte dovute per il periodo della liquidazione e per quelli anteriori rispondono in proprio del pagamento delle imposte se non provano:

  • di aver soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione di beni ai soci o associati;
  • oppure di aver soddisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari (art. 36 del DPR n. 602/73).

Tale responsabilità – che si applica a tutte le tipologie di tributi – è commisurata all’importo dei crediti d’imposta che avrebbero trovato capienza in sede di graduazione dei crediti.

 

Assegnazione a soci ed associati

II valore del denaro e dei beni sociali ricevuti in assegnazione si presume proporzionalmente equivalente alla quota di capitale detenuta dal socio od associato, salva la prova contraria (art. 36, comma 3, del DPR n. 602/73).

 

 

 

 

 

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