Confedilizia: l'Imu non puo' essere progressiva | Edilone.it

Confedilizia: l’Imu non puo’ essere progressiva

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L’Imu va riformata riportandola alle sue origini, di imposta correlata al beneficio apportato agli immobili dai servizi apprestati in sede locale. È quanto sostiene Confedilizia per voce del suo presidente, Corrado Sforza Fogliani che dichiara: “Non si può dire di volerla ‘rimodulare’ per abbassarla per pochi e aumentarla per molti. La base imponibile va da subito rivista,in particolare, per gli immobili affittati, se non si vuole ulteriormente incrementare gli sfratti e, con essi, l’emergenza abitativa, da sempre fronteggiata con il coinvolgimento della proprietà diffusa”.

L’Imu non può dunque essere progressiva secondo Confedilizia che si scaglia contro la “trasformazione di fatto di un’imposta reale in un’imposta personale, una contraddizione in termini. Va allora ricordato che l’Ici, da cui deriva, com’è noto, l’Imu, è nata come tributo locale in funzione dei servizi che i Comuni finanziano per gli abitanti – proprietari e inquilini – degli immobili”.

“In Italia, il tributo è nato con l’anomalia di essere stato posto a carico dei soli proprietari, a differenza di quanto accade negli altri Paesi, a cominciare dalla Germania e dalla Francia, che l’hanno istituito. E come se questo non bastasse, ora c’è chi vuole che un tributo reale – che dovrebbe essere strettamente correlato, anche nel suo importo, al servizio fornito – diventi un tributo ad aliquota progressiva”.

Chi propugna questa tesi – ricorda Sforza Fogliani – dimentica quanto stabilito dalla nostra Corte costituzionale nel 1985 con la sentenza n. 159: “Il principio di progressività, se inteso nel senso che l’aliquota aumenta con il crescere del reddito, presuppone un rapporto diretto fra imposizione e reddito individuale del contribuente”.

Ancor più chiara era stata la Corte vent’anni prima, nel 1966, con la sentenza n. 128, quando aveva stabilito che il principio della progressività è applicabile alle imposte personali, ma non a tutte le altre diverse imposte e che, “nella molteplicità e varietà di imposte, attraverso le quali viene ripartito fra i cittadini il carico tributario, non tutti i tributi si prestano, dal punto di vista tecnico, all’adattamento al principio della progressività, che, inteso nel senso dell’aumento di aliquota con il crescere del reddito, presuppone un rapporto diretto fra imposizione e reddito individuale di ogni contribuente”.

 

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