Firmato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti di studi professionali per il periodo 1° Gennaio 2006 - 30 Settembre 2007 | Edilone.it

Firmato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti di studi professionali per il periodo 1° Gennaio 2006 – 30 Settembre 2007

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Sottoscritto da Confedertecnica, Confprofessioni e Cipa per la parte datoriale e Filcams-CGIL, Fisacat-Cisl e UilTucs-Uil per i lavoratori

In contemporanea al negoziato per il secondo biennio, le parti sociali hanno rivisto il testo contrattuale unificando i tre contratti che facevano capo alle tre confederazioni dei professionisti. Il risultato è un unico contratto nazionale di lavoro per i dipendenti delle professioni
L’aumento salariale è di 56 euro al 3° livello pagato, con gli arretrati, in unica tranche.
Contemporaneamente al negoziato per il secondo biennio economico, le parti hanno rivisto il testo contrattuale unificando i tre contratti precedenti che facevano capo, ognuno, alle associazioni Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa.
«Ne risulta un unico contratto nazionale di lavoro delle professioni – ; dice Piero Marconi, responsabile per la Filcams della categoria –; il contratto è strutturato come una sorta di grande armadio con vari cassetti: ogni cassetto corrisponde a una specializzazione, che sono tante nel mondo delle professioni. Le singole associazioni professionali hanno il loro “cassetto”, cosa che dà loro la possibilità di negoziare in autonomia, dentro tuttavia a regole comuni».
Il contratto nazionale delle professioni riconosce un secondo livello di contrattazione stabilita alla dimensione regionale.
Anche le attività bilaterali, quale ad esempio la formazione, attività ritenuta molto importante per il settore, dovranno essere organizzate al livello regionale.
Attenzione e sostegno è riservato alla cassa assistenza supplementare, la Cadiprof, il cui successo è testimoniato dai 73mila iscritti.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, uno degli obiettivi delle parti negoziali era di stabilizzare l’impiego e di “fidelizzarlo”, e questo per incentivare un rapporto più stabile e un maggiore utilizzo delle competenze.
Due impegni, infine, fissati per il futuro: la costituzione del fondo integrativo di previdenza previsto per la fine di quest’anno, e la definizione delle regole sulla rappresentanza sindacale da inserire nel prossimo rinnovo contrattuale.

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