Federalismo municipale: cosa cambierà dopo la fiducia alla Camera | Edilone.it

Federalismo municipale: cosa cambierà dopo la fiducia alla Camera

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Il sì della Camera per il decreto sul fisco municipale ha segnato un grande passo avanti verso la realizzazione e l’attuazione del federalismo fiscale. Un provvedimento che ha scatenato il buonumore nelle file della Lega.

“Esprimo tutta la mia soddisfazione per il fatto che gia’ il giorno successivo al voto della Camera dei Deputati, voto su cui si e’ registrata un’ampissima fiducia sul provvedimento, il Consiglio dei Ministri abbia approvato definitivamente il decreto sul federalismo municipale”. Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli. “Come ha detto il ministro Umberto Bossi, ci stiamo avvicinando al tetto della casa del federalismo. Adesso avanti con il prossimo decreto ovvero il Federalismo regionale e provinciale. Proprio quest’oggi, infatti, inizieranno le audizioni e la discussione in commissione bicamerale. Auspico che su questo decreto, e sui prossimi, possa esserci una collaborazione e un concorso da parte di tutti, perche’ le riforme sono indispensabili per il Paese e sono fatte nell’interesse di tutti”.

Ma cosa cambierà? E quando? Alcuni provvedimenti saranno retroattivi come lo sblocco delle addizionali Irpef da parte dei comuni, che saranno applicati sui redditi del 2010. L’aumento potrà essere al massimo dello 0,2% annuo, e solo per quei comuni che ora sono sotto la soglia dello 0,4%, che non potrà comunque essere superata.

Per quanto riguarda gli affitti invece, dal 2011, al posto della tassazione Irpef e dell’imposta di registro, arriva un prelievo fisso del 21% per i canoni liberi e del 19% per quelli agevolati. Si tratta della cosìddetta cedolare secca, che rappresenterà un risparmio d’imposta per i proprietari sopra un certo reddito. Prevista una compartecipazione all’Iva al consumo e non più all’Irpef. Inoltre le quote di altri tributi devolute ai comuni per il 30% serviranno per alimentare un fondo “perequativo” per bilanciare eventuali squilibri fiscali.

La tassa di scopo servirà per finanziare specifiche opere pubbliche, i comuni dovranno attendere un decreto del Presidente del Consiglio da adottare comunque entro il 31 ottobre 2011.

Dal 2014 arriva invece l’Imposta Municipale Propria che assorbirà l’Irpef. Non si applicherà alle prime case e non la pagheranno chiese, scuole, hotel e oratori religiosi. L’Imu avrà un’aliquota del 7,6% che sarà di “equilibrio” per sostituire il gettito attuale dell’Ici e dell’Irpef sulla seconda casa. E’ previsto il dimezzamento per le case in affitto. Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, che attualmente si paga sui metri quadrati, con la possibilità per chi vive da solo di ottenere sconti, la riforma preannuncia l’arrivo di un decreto ad hoc che riorganizzi il tributo guardando anche alla composizione nel nucleo familiare.

Arriverà anche la tassa di soggiorno per i capoluoghi e centri turistici che potranno chiedere quindi fino a 5 euro al giorno. Il regolamento è atteso entro 60 giorni. Tra tre anni diremo addio all’ICI sulla seconda casa, mentre arriverà L’IMU con aliquota al 7,6 per mille.

314 voti favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti ed è così che il fisco comunale diventa legge. Ora il testo tornerà in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva ed entrerà in vigore dopo l’emanazione da parte del presidente della Repubblica che in un primo momento lo aveva fermato.

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