Fabbricati rurali: si amplia l'area di applicazione | Edilone.it

Fabbricati rurali: si amplia l’area di applicazione

wpid-EdificioRurale.jpg
image_pdf

Diventano rurali i fabbricati delle cooperative agricole di trasformazione e quelli destinati alle attività di allevamento senza terra, mentre si allarga la nozione dei fabbricati rurali abitativi. Queste novità sono contenute in un emendamento che è stato introdotto dal Senato, in sede di approvazione del decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159, collegato alla Finanziaria per il 2008. Il decreto legge è stato recentemente inviato all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge.

La disposizione che è stata introdotta nel decreto legge per i fabbricati rurali prevede una vera e propria revisione della normativa in materia di fabbricati rurali contenuta nei commi 3 e 3 bis dell’articolo 9 del Dl 557/93, già modificati con il Dpr 139/98 e dall’articolo 2, comma 37, del Dl 262/06, (convertito dalla legge 286/06). La modifica approvata dal Senato è la medesima disposizione che era stata inserita nel decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, ma che non entrò nella legge di conversione (127/07). La riscrittura dei requisiti di ruralità prevede un ampliamento delle tipologie di fabbricati che hanno natura agricola, relativamente alle costruzioni strumentali. È caratterizzata dal principio che l’agevolazione è svincolata dal presupposto che l’attività rientri potenzialmente nel reddito agrario disciplinato dall’articolo 32 del Tuir. Quindi anche un allevamento senza terra oppure la costruzione di una cooperativa agricola di trasformazione assumono la natura di fabbricato rurale. Occorre ricordare che le costruzioni rurali sono escluse dall’imposizione diretta, sulla base dell’articolo 42 del Tuir. Di conseguenza, essendo la rendita catastale a essi eventualmente attribuita irrilevante ai fini fiscali, scatta anche l’esclusione dall’imposta comunale, come ha ribadito l’amministrazione finanziaria con la circolare 50 del 21 marzo 2000.

Relativamente ai fabbricati abitativi, la novità di maggiore rilievo riguarda l’inclusione delle case utilizzate dai soci o amministratori delle società. Per il resto, la struttura normativa rimane quella attuale. Sono considerati rurali i fabbricati utilizzati quali abitazione dal titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno, o dal conduttore, per esigenze connesse all’attività agricola svolta. Questi soggetti devono essere iscritti nel Registro delle imprese quali imprenditori agricoli. L’abitazione può, inoltre, essere utilizzata dai familiari conviventi a carico e dai coadiuvanti iscritti come tali ai fini previdenziali, nonché dai titolari dei trattamenti pensionistici corrisposti in seguito ad attività svolta in agricoltura. Questi ultimi, quindi, possono non essere titolari dell’impresa agricola e coadiuvanti. Confermato anche l’utilizzo da parte dei lavoratori dipendenti.

Copyright © - Riproduzione riservata
Fabbricati rurali: si amplia l’area di applicazione Edilone.it