La città da rottamare: dal dismesso al dismettibile nella città del dopoguerra | Edilone.it

La città da rottamare: dal dismesso al dismettibile nella città del dopoguerra

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Convegno annuale AUDIS: la città da rottamare

Roma, 1 dicembre 2006
Facoltà di Architettura Valle Giulia – Aula Magna

La città da rottamare: dal dismesso al dismettibile nella città del dopoguerra

Compiuti i dieci anni di attività sui temi della riconversione delle aree urbane dismesse legate a funzioni produttive di diversa natura (industriali, commerciali, terziarie, militari, ecc.), Audis affronta con questo convegno il tema di quelle parti di città che pur, essendo ancora utilizzate, non rispondono più alle esigenze della vita urbana, in termini di efficacia ed efficienza sociale ed economica o hanno modificato radicalmente le loro funzioni (da villaggio turistico a quartiere urbano).
Volendo delimitare un campo di riflessione potenzialmente molto ampio (le stazioni ferroviarie, i centri storici…) il convegno si concentra sulla città residenziale costruita nel dopoguerra in situazioni di emergenza e priva di qualità formali e funzionali capaci di reggere all’evoluzione del tempo e della società.
Si tratta di parti importanti delle nostre città nelle quali si evidenziano tutte le debolezze di un tessuto che ha esaurito un ciclo di vita fisico ed economico e soffre di una frattura (fisica, funzionale, demografica, …) con la struttura urbana generale.
Dal dismesso al dismettibile, dalle aree dismesse alla pratica positiva della dismissione/ristrutturazione, dunque, non in riferimento all’eliminazione di “guasti” mai utilizzati (Punta Perotti a Bari) ma ad opere di riqualificazione dell’ambiente urbano nel suo insieme.
Su questi temi la riflessione disciplinare sembra non aver ancora trovato un orientamento metodologico solido.
Il convegno si pone l’obiettivo di cominciare a sondare gli aspetti principali della materia per aprire un dibattito ampio tra tutti i soggetti coinvolti nei processi di trasformazione urbana.
La Germania e la Francia ci offrono esempi interessanti nei quali sono già state sperimentati interventi rilevanti;
gli strumenti da adottare possono essere meno complessi se le aree in questione fanno parte del patrimonio pubblico, come avviene in molti casi francesi, di più, se coinvolgono la proprietà privata come accade in Germania. In Italia, la presenza dei privati è preponderante in aree di questo tipo e sono state segnalate esperienze positive grazie al ricorso a meccanismi premiali, adottati per indurre i privati a partecipare attivamente alle trasformazioni.Comitato scientifico Europrogetti & Finanza, Università La Sapienza, Risorse RpR Spa, Cresme, Pirelli & C. RE Spa, Aler Milano

PROGRAMMA PROVVISORIO

9.30 SalutiRenato Guarini, Magnifico Rettore dell’Università La SapienzaRoberto Morassut, Assessore all’Urbanistica del omune di RomaRoberto D’Agostino, Presidente AUDIS

10.00 Il patrimonioRoberto Mostacci/Federico Della Puppa, Cresme

10.30 Le implicazioni socialiEnzo Nocifora, Facoltà di sociologia, Università La Sapienza di Roma

11.00 Tavola rotonda

Coordina Giuseppe Rovera, Rai3

Amministratore: Giovanni Verga, Assessore alla Casa, Comune di MilanoRoberto Morassut, Assessore all’Urbanistica, Comune di Roma
Urbanista: Maurizio Marcelloni, Facoltà di architettura, Università La Sapienza
Architetto: Pierpaolo Maggiora, Architetto
Giurista: Valentina Delli Santi, DS&P Studio Legale Associato
Economista: Maria Teresa Salvemini, Presidente Europrogetti & Finanza Spa
Ministero delle Infrastrutture: Gaetano Fontana, Capo del dipartimento per il coordinamento dello sviluppo del territorio
Operatore privato: Emilio Biffi, Chief Technical Officer, Pirelli & C. Real Estate Spa

Pausa pranzo

14.30 Casi di studio

Coordina: Marina Dragotto, Audis
Giustiniano Imperatore, Vincenzo Puro, Presidente Risorse RpR, Roma
Pieve Emanuele, Luciano Niero, Presidente ALER, Milano
Via Anelli, Luigi Mariani, Assessore all’Urbanistica, Comune di Padova
Via Artom, Roberto Tricarico, Assessore alla Casa, Comune di Torino
Palermo (caso da identificare)
Lido Adriano (Ravenna)

17.30 Conclusioni

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