Solar Energy Report: fotovoltaico, boom della Cina mentre l'Italia frena | Edilone.it

Solar Energy Report: fotovoltaico, boom della Cina mentre l’Italia frena

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Se fino al 2011 i Paesi europei hanno giocato un ruolo di primo piano nel mercato mondiale del fotovoltaico, a partire del 2012 si è entrati in una fase di nuovo sviluppo, caratterizzata dalla forte crescita dei Paesi Extra Ue che, molto probabilmente, rappresenteranno il primo mercato mondiale del fotovoltaico a partire dal 2013. E’ questo il quadro generale che emerge dalla quinta edizione del “Solar Energy Report”, realizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. Un documento articolato (più di 220 pagine) che ogni anno analizza il settore del fotovoltaico in ogni suo aspetto, dal mercato alla filiera, dalla tecnologia alla normativa, fino alle recenti novità in materia di antidumping.

Il mercato globale del fotovoltaico ha registrato nell’ultimo anno una crescita del 20% della potenza complessivamente entrata in esercizio con l’installazione di 33,7 Gw (16,8 dei quali in Europa), per un totale di 101 Gw di potenza complessiva cumulata. La Germania è leader di mercato per il terzo anno consecutivo, con un volume complessivo di nuove installazioni ancora una volta superiore ai 7 Gw. L’Italia, di contro, segna un notevole rallentamento, cedendo la seconda posizione alla Cina, mercato in rapida espansione e per il quale si prevede un ulteriore aumento delle nuove installazioni fino al 2015.

Le previsioni per il 2013 vedono l’installato a livello globale attestarsi tra i 33 e i 35 Gw, con una crescita compresa tra il 3 e il 9 % sul 2012. Ciò che cambierà in particolare, spiega il rapporto, è l’equilibrio geografico, con la Cina che potrebbe arrivare a installare circa 10 Gw, divenendo dunque il primo mercato mondiale, seguita dagli Stati Uniti per i quali si stimano oltre nuovi 4 Gw installati.

L’Italia si stima possa generare un livello di installato tra gli 1,5 e i 2,2 Gw, decisamente inferiore rispetto al 2012. La ragione principale per la contrazione prevista del mercato italiano è la riduzione delle tariffe e le modifiche relative alle modalità di accesso all’incentivazione seguite all’introduzione del Quarto e del Quinto Conto Energia. Tra gli effetti principali riscontrati dalle revisioni del sistema incentivante c’è la contrazione della taglia media degli impianti realizzati in Italia. In particolare, è evidente come la dimensione media degli impianti entrati in esercizio sia passata da 54 a 24 kW tra il 2011 e il 2012, con una riduzione della taglia media di tutti i segmenti, a eccezione di quello superiore a 1 MW, per il quale si registra una sostanziale stabilità.

Nel 2012, sembra cominciato il ritorno del fotovoltaico italiano verso la “generazione distribuita” con il segmento delle centrali che, per la prima volta negli ultimi 4 anni, rappresenta una quota inferiore al 10% della nuova potenza entrata in esercizio. Tra il 2011 e il 2012 cresce invece di oltre il 50% il peso degli impianti residenziali e di 12 punti percentuali quello del segmento commerciale.

Partendo dall’imminente esaurimento del Quinto Conto Energia, il rapporto prova a ipotizzare gli scenari di evoluzione del fotovoltaico italiano nei prossimi anni. Due sono le strade delineate, una “conservativa” e una “ottimistica”, a ognuna delle quali corrispondono diversi livelli di nuove installazioni rispettivamente di 1.500 MW e 2.200 MW in funzione della possibile evoluzione normativa nel breve/medio termine, assumendo ad esempio la presenza di misure di “accompagnamento” come le detrazioni fiscali.

Il rapporto inoltre sottolinea come sia necessario confrontarsi direttamente con la grid parity. Se, da un lato infatti l’assenza di incentivi renderà il 2014 un anno molto sfidante per il fotovoltaico nel nostro Paese, dall’altro, le misure di supporto ancora previste per il 2013 potrebbero essere sufficienti – secondo il rapporto – per rendere il mercato italiano in grado di raccogliere la sfida dell’auto-sostenibilità economica a partire dal 2014, soprattutto al Sud e al Centro del Paese.

Per la valutazione del mercato post-2013, si è ipotizzato l’esaurimento di tutte le misure di supporto all’installazione del fotovoltaico in Italia, anche delle detrazioni fiscali. Il mercato residenziale potrebbe pesare per circa 200 MW annui, contando su una ulteriore riduzione dei costi, favorita dalla diffusione di meccanismi di aggregazione quali i “Gruppi d’acquisto fotovoltaico”, su una progressiva integrazione con sistemi intelligenti di gestione dei carichi di consumo dell’utenza, sull’inizio della diffusione dei sistemi di storage e sulla possibilità di accedere allo Scambio sul Posto.

Una fonte di interesse per il mercato potrebbe essere rappresentata dal segmento industriale (20-200 kW), con un livello di nuove installazioni nell’ordine dei 350 MW annui, tramite l’utilizzo di modelli Seu per piccole applicazioni e grazie alle elevate percentuali di autoconsumo raggiungibili. Ulteriori 300 MW annui inoltre potrebbero essere raggiunti tramite l’applicazione di sistemi Seu a contesti multi-cliente, quali centri servizi, porti, stazioni e installazioni di singoli impianti da parte di grandi imprese energivore.

Più difficile infine, secondo il rapporto, sarebbe il decollo delle grandi centrali solari in ottica “Power Generation”, per le quali viene previsto un mercato da circa 50 MW annui costituito da sistemi superiori ai 1.000 kW. In conclusione, dunque, anche in assenza di incentivi, il mercato Italiano potrà attestarsi su livelli di installazioni nell’ordine dei 900 MW annui a partire dal 2014, valore significativamente inferiore a quelli registrati negli ultimi anni (-74% se confrontato con il 2012).

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