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Shale gas più nocivo del carbone?

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Lo studio pubblicato da Robert Howarth, professore di ecologia e biologia ambientale alla Cornell University di New York, non poteva che scatenare un animato dibattito nel mondo della scienza. Il professore della Cornell ha affermato che il cosiddetto ‘shale gas’, metano estratto dalla frantumazione delle rocce, genererebbe maggiori emissioni di gas serra rispetto al gas tradizionale, al petrolio e perfino al carbone.

Anche se in linea di massima gli studi sugli impatti climatici prendono in considerazione lassi temporali molto ampi, normalmente 100 anni, Howarth ha prima di tutto affermato la necessità di diminuire questo parametro e si è basato su un orizzonte temporale di 20 anni.

In questo periodo di tempo il metano risulta essere 72 volte più potente del gas a effetto serra, secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change. Howarth ha integrato a questo risultato i dati provenienti da Drew Shindell T. della NASA Goddard Institute for Space Studies, che ha pubblicato uno studio nel 2009 nella rivista Science dove viene suggerito che l’interazione del metano con alcuni aerosol atmosferici potrebbe amplificare il potenziale di riscaldamento globale del metano, che arriverebbe ad essere così fino a 105 volte più potente del biossido di carbonio nel lasso di tempo di 20 anni.

”L’impronta dello shale gas e’ piu’ grande di quella del gas e del petrolio convenzionali, in ogni orizzonte di tempo ma in particolare nell’arco di 20 anni” si legge nello studio ”rispetto al carbone, l’impronta dello shale gas e’ almeno il 20% superiore, forse il doppio nell’arco di 20 anni, e sostanzialmente simile nell’arco di tempo di 100 anni”.

Il particolare procedimento di estrazione del gas dalle rocce implica un massiccio uso di prodotti chimici e di acqua che viene utilizzata per fratturare le rocce. Dopo qualche giorno l’acqua utilizzata riemerge alla superficie portando con sé significative quantita’ di metano. Parte di questo metano, che e’ un gas serra 20 volte piu’ potente della CO2 (anche se con una persistenza di ‘soli’ 20 anni), finisce pero’ in atmosfera.

Nel corso delle vita media di un giacimento di shale gas finisce in atmosfera tra il 3,6% ed il 7,9% della produzione di metano. Si tratta di una dispersione tra il 30% ed il 100% superiore a quella di un giacimento di gas tradizionale.

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