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Rinnovabili: le quote di produzione assegnate alle Regioni

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012 il decreto sul burden sharing, che ripartisce tra le Regioni italiane la quota di produzione da rinnovabili in modo da raggiungere l’obiettivo del 17% del consumo interno lordo fissato per il 2020.

Le percentuali sono fissate considerando i potenziali regionali, l’attuale livello di produzione delle energie rinnovabili e l’introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018. Per raggiungere gli obiettivi, le regioni avranno la facoltà di modificare gli strumenti per il governo del territorio e per il sostegno all’innovazione tramite disposizioni specifiche a favore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.

Nello specifico, il decreto assegna alla Valle d’Aosta la quota maggiore, pari al 52,1%: un obiettivo però raggiungibile dalla regione che già oggi vanta una produzione da rinnovabili del 51,6%. Gli sforzi più consistenti sono invece richiesti a regioni come la Basilicata, che dall’attuale 7,9% di energia prodotta da rinnovabili, dovrà passare al 33% entro il 2020, oppure al Molise, dal 10,8% al 35%.

Il decreto prevede inoltre un sistema di monitoraggio e di verifica del raggiungimento degli obiettivi, coordinato dal Ministero dello sviluppo economico e definisce le modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni e delle Provincie autonome.

O.O.

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