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Grid parity del fotovoltaico: manca poco

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La grid parity del fotovoltaico è l’equivalenza tra il costo dell’energia solare e quella prodotta con fonti tradizionali e la European photovoltaic industry association (Epia) ha recentemente presentato uno studio sulla situazione delle grid parity in Italia.

Incoraggianti i risultati emersi dallo studio, perché, a quanto pare,  già nel 2013 in Italia gli impianti fotovoltaici da almeno 100 kilowatt di picco (kWp) saranno convenienti anche senza incentivi, mentre per gli impianti di taglia inferiore, adatti alle esigenze familiari (3 kWp) bisognerà aspettare due anni in più. A consentire il raggiungimento della grid parity sarà, da una parte, la diminuzione dei costi della tecnologia e, dall’altra, l’aumento del numero delle installazioni.


Un altro dato emerso è che, per le sue caratteristiche climatiche e per i costi strutturalmente alti dei combustibili utilizzati nel mix termoelettrico nazionale, gas naturale in testa, l’Italia è considerata da tutti gli analisti internazionali come il primo Paese al mondo in cui sarà raggiunta la ‘parità’, anche senza sostanziali incentivi.

Partendo dall’ipotesi che l’Italia arriverà a produrre entro il 2020 circa 38-39 miliardi di chilowattora all’anno di energia fotovoltaica, l’associazione stima che l’attuale rete elettrica nazionale potrebbe accoglierne senza problemi la quasi totalità, ovvero almeno 37 gigawatt. Anche se, riconosce la stessa Epia, un conflitto tra le diverse fonti energetiche per l’allacciamento alla rete esiste già adesso. Per questo, si legge nel report, «servirebbe una cornice normativa che garantisca un reale unbundling delle reti».

Secondo le previsioni, si stima che questa possa arrivare già nel 2014 al Sud Italia, nel 2016-2017 al Nord, e in Toscana in qualche momento intermedio.

Ingmar Wilhelm, presidente della European Photovoltaic Industry Association (Epia) e chairman dell’Italian PV Summit, ha dichiarato che “Il tessuto produttivo italiano si presta bene allo sviluppo del fotovoltaico e nei prossimi anni l’Italia avrà la possibilità di trovare un rilevante spazio nell’ambito dell’installazione, della progettazione e soprattutto per tutto ciò che riguarda l’integrazione in edilizia”.

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