"Energia sostenibile nelle citta'": i progetti premiati presentati a Urbanpromo | Edilone.it

“Energia sostenibile nelle citta’”: i progetti premiati presentati a Urbanpromo

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Si è aperta ieri a Torino la decima edizione di Urbanpromo, l’evento di marketing urbano e territoriale organizzato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, che durerà fino a domani 8 novembre. Nella prima giornata è stato presentato un dossier, curato dall’architetto Valeria Ruaro pubblicato da Inu Edizioni, raccoglie i progetti premiati nelle cinque edizioni svolte finora del concorso “Energia sostenibile nelle città”, promosso dall’Inu e dal Ministero dell’Ambiente con il sostegno negli ultimi due anni dell’Associazione italiana delle imprese edili e manifatturiere (Aniem).

Fra i progetti vincitori vi è il quartiere di San Rocco, a Faenza, che abbatte del 60 per cento (rispetto alla media) le emissioni di C02 grazie all’uso sistematico della coibentazione, dell’energia solare e della ventilazione naturale. Oppure il piano strategico dei comuni del copparese, in provincia di Ferrara, fondato sullo studio dei fabbisogni energetici del territorio per dimensionare e collocare correttamente sul territorio gli impianti di produzione e distribuzione dell’energia annullando così gli sprechi. E ancora: a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, hanno progettato un comparto urbanistico alimentato da fonti di energia rinnovabile in teleriscaldamento, mentre il Comune di Tavagnacco, in provincia di Udine, ha approvato un piano regolatore e un regolamento edilizio che promuovono la sostenibilità energetica e la riqualificazione urbana fino ad “allegare” alle norme le spiegazioni e gli approfondimenti sulle buone pratiche da seguire nel settore delle costruzioni.

Il concorso rientra nelle iniziative intraprese nell’ambito della campagna See, Sustainable energy Europe, che mira a sostenere gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni climalteranti fissati per il 2020. E’ stato lanciato con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche di sostenibilità energetica nei campi dell’edilizia e dell’urbanistica: per questo ogni anno sono stati premiati progetti di scale diverse, che sono andati dal singolo edificio fino al quartiere e all’area vasta.

Il successo del concorso Energia sostenibile misura la portata del cambiamento della cultura edilizia e della pianificazione nel nostro Paese, che hanno registrato negli ultimi anni un incremento di interesse per tutti le tecniche e le pratiche legate alla sostenibilità, ormai sempre più percepite dagli addetti ai lavori non più come un costo aggiuntivo bensì come un’opportunità per uscire dalla crisi attraverso il rinnovamento.

Alessandro Frascarolo, intervenuto alla presentazione del dossier per conto di Aniem assieme ad Ubaldo Bossolono e a Roberto Nebbiolo, evidenzia come promuovere la riqualificazione e il risparmio energetico abbia un senso a livello economico: “L’Italia, non avendo materie prime su cui contare, ha basato e dovrà basare la propria industria sulla capacità manifatturiera”.

Inoltre, dichiara ancora Frascarolo, un’altra ragione a sostegno della convenienza della riqualificazione energetica è la convinzione che “le imprese devono cercare un approccio più industriale e meno speculativo. Per fare ciò devono rinunciare a un po’ di margine di guadagno a fronte però di una maggiore garanzia di continuità del lavoro e di sostegno da parte della pubblica amministrazione e degli istituiti di credito”.

“Energia sostenibile nelle città” è la testimonianza che c’è un’Italia concreta, che si muove e progetta edifici e quartieri, che fa pianificazione seguendo i criteri del risparmio e della qualità energetica. Come ad esempio a Torino la variante 200 che riguarda la linea 2 della metropolitana e il quadrante nord – est è messa a punto seguendo gli standard più elevati di efficienza. Gli appartamenti del quartiere riqualificato dell’area di Dietro Poggio a Calenzano, in provincia di Firenze, grazie all’applicazione di tecniche all’avanguardia, consentono un risparmio annuale, ciascuno, di 200 chili di petrolio e di 220 euro di bolletta solo per il riscaldamento dell’acqua. Anche in provincia dell’Aquila, a Caporciano, la necessità di ricostruire dopo il terremoto è stata intesa come opportunità di farlo all’insegna del risparmio energetico. Ma ci sono anche piani e progetti a Milano, Padova, Bolzano, nella pugliese Bisceglie, a Modena, dove il Consorzio Coseam progetta di demolire un quartiere e rifarlo da capo e “sostenibile”.


Di certo la progettazione sostenibile in ambito civile sarebbe una leva formidabile per contenere gli sprechi, lo dicono le cifre riportate nell’introduzione al dossier da Stefano Pareglio, presidente della commissione Ambiente dell’Inu: il sessanta per cento dei consumi finali di energia li assorbe il settore civile sommato a quello dei trasporti, ovvero quelli dove l’architettura e l’urbanistica possono intervenire per progettare una maggiore efficienza. Proprio per questo, spiega Antonio Lumicisi, che per il Ministero dell’Ambiente segue “Energia sostenibile”, è fondamentale “mettere in evidenza i risultati e le buone pratiche” affinché servano da esempio.

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