Diagnosi energetiche per le industrie ceramiche: arrivano le linee guida | Edilone.it

Diagnosi energetiche per le industrie ceramiche: arrivano le linee guida

Il documento redatto da Confindustria Ceramica come supporto alle aziende iscritte è anche lo spunto per fare il quadro dei consumi energetici delle imprese attive nel settore

ceramica_italiana
image_pdf

Uno strumento di gestione energetica utile non solo per rispondere ad un dettame di legge, ma per andare oltre nell’ottimizzazione dell’uso dell’energie nelle aziende ceramiche: si tratta delle Linee guida per le diagnosi energetiche obbligatorie per il decreto legislativo 102/2014, pensato appositamente per il settore ceramico da Confindustria Ceramica, che l’ha presentato in un convegno lo scorso 12 giugno 2015.

La Direttiva Europea 2012/27/UE sulla efficienza energetica ha prefissato obiettivi di risparmio energetico per ciascun Stato membro, recepita dall’Italia con il Decreto Legislativo n.102/2014 “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”, nel quale individua i soggetti, gli strumenti e le tempistiche necessarie per raggiungere gli obiettivi previsti. In particolare, l’Art.8 definisce l’obbligo di realizzare Diagnosi energetiche per le grandi imprese e le aziende che godono degli incentivi per gli energivori.

In quest’ottica Confindustria Ceramica ha ritenuto opportuno offrire ai suoi associati un documento di supporto calato sul contesto specifico, al fine di agevolare le imprese ad ottemperare al suddetto decreto con la massima efficacia, trasformando l’obbligo legislativo in una concreta opportunità di risparmio.  Su queste basi è nato il progetto con Yousave spa. che ha portato alla realizzazione delle linee guida.

Il documento fornisce le informazioni e gli strumenti di supporto per la realizzazione della diagnosi energetica, con un focus di dettaglio sul processo ceramico ed identifica un quadro dei tipici interventi di risparmio energetico che possono essere realizzati nel settore. Attraverso la consultazione di tali Linee Guida, il soggetto incaricato ad effettuare la diagnosi energetica sarà accompagnato passo dopo passo nella ricostruzione del modello energetico del sito, l’individuazione delle opportunità di efficientamento e la scrittura del report.

Yousave, nelle Linee Guida, fornisce gli strumenti di calcolo (formule, numeri, ipotesi di calcolo) per la ricostruzione del modello energetico che avrà l’obiettivo di identificare, per ogni area funzionale, i consumi e gli indici di prestazione energetica. Sono inoltre presenti buone pratiche e consigli per la redazione di un report di diagnosi energetica conforme all’obbligo legislativo ma, allo stesso modo, fruibile dal management aziendale.

Il settore delle piastrelle di ceramica e dei materiali refrattari presenta un consumo di gas naturale pari a 1,5 miliardi di mc/anno, pari al 12,7% dei consumi nazionali per usi industriali, ed un fabbisogno di energia elettrica di 1.800 GWh/anno (di cui solo 500 autoprodotti mediante cogenerazione), con una incidenza della voce “energia” sul costo di produzione pari a circa il 20%. Le aziende del settore, messe a dura prova dai costi di approvvigionamento energetico dei loro siti italiani, sono alla costante ricerca di soluzioni di efficienza energetica e di innovazione tecnologica che consentano di abbattere i propri consumi per continuare a competere nell’arena internazionale.

A valle delle diagnosi effettuate su siti pilota è stato possibile individuare un’immagine rappresentativa del contesto energetico dell’industria ceramica: il fabbisogno energetico è ripartito mediamente per il 66,7% sul termico e 33,3% sull’elettrico, dove il 67,6% è da imputare al processo industriale, più del 16% dei consumi elettrici è attribuibile all’utilizzo di aria compressa e alla ventilazione e circa il 4% invece per l’illuminazione. I reparti che assorbono il maggior carico elettrico sono la macinazione e la pressatura che richiedono entrambe circa un quarto del fabbisogno elettrico dello stabilimento. Sul lato termico, i consumi di gas sono da attribuire quasi completamente al processo produttivo: cottura con il 48,1%, atomizzazione con il 26,1% ed essiccatura con il 16,9%.

Dagli audit energetici effettuati presso i siti pilota e grazie all’ esperienza maturata da Yousave nei suoi anni di attività è stato possibile identificare diversi interventi di efficientamento energetico, riguardanti il processo produttivo ed i servizi ausiliari tipici di un sito di produzione ceramico. L’intervento più rappresentativo nel settore è risultato il recupero termico dei fumi o dell’aria di raffreddamento dei forni, mentre l’area funzionale più critica, dove sono state individuate le maggiori inefficienze, è invece quella dell’aria compressa dove si possono individuare diverse opportunità di intervento: dalla regolazione mediante compressori VSD (Variable Speed Drive) alla ricerca e riduzione delle fughe di aria compressa. Tra le altre opportunità di risparmio significative e replicabili sui diversi siti del settore risultano l’illuminazione a LED, la regolazione della ventilazione sull’atomizzatore, la sostituzione delle pompe a membrana. Tutti i dettagli sui risparmi conseguibili e la relativa convenienza economica sono presenti all’interno del report consegnato a tutti gli associati di Confindustria Ceramica.

Copyright © - Riproduzione riservata
Diagnosi energetiche per le industrie ceramiche: arrivano le linee guida Edilone.it