British Gas abbandona il rigassificatore di Brindisi | Edilone.it

British Gas abbandona il rigassificatore di Brindisi

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Dopo 11 anni di complesse trattative con le istituzioni e le autorità italiane, la compagnia energetica British Gas rinuncerà al progetto del rigassificatore di Brindisi. Ad annunciarlo l’ad di British Gas Italia, Luca Manzella, in un’intervista al quotidiano Il Sole 24ore: “La casa madre, delusa e scoraggiata dal prolungarsi all’infinito del braccio di ferro con le autorità italiane e nonostante i 250 milioni di euro già spesi per il progetto pugliese, ha deciso di riconsiderare dalle fondamenta la fattibilità dell’investimento”.

Secondo la multinazionale, l’abbandono del progetto causa la perdita di circa 1000 posti di lavoro, richiesti per i quattro anni di realizzazione, oltre a ledere l’immagine internazionale del Paese.

Manzella ha fatto un paragone con il rigassificatore “gemello” che l’azienda ha avviato in Galles in contemporanea con quello pugliese: nonostante la somiglianza volumetrica dell’operazione e la localizzazione in un’area delicata dal punto di vista naturalistico, l’iter si è concluso positivamente e nel giro di cinque anni l’impianto è entrato in funzione.

L’avvio del progetto del rigassificatore di Brindisi di Gnl (gas naturale liquefatto) risale al novembre del 2002, quando il gruppo britannico aveva ricevuto l’approvazione per costruire e gestire il terminale di importazione nel porto di Brindisi: un progetto da circa 800 milioni di euro per una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas naturale, pari al 10% del consumo nazionale. Numerose Valutazioni d’impatto ambientale (Via) hanno richiesto diversi anni per la definizione della location adatta, fino a concludersi ufficialmente con il Decreto del luglio del 2010.

L’impianto ha tuttavia incontrato molte resistenze, in particolare da parte delle amministrazioni locali e in particolare della Regione Puglia, che ha contestato su molti fronti l’operazione, dall’aspetto ambientale a quello politico.

“Noi pensiamo – spiega Manzella – che il Governo Monti, così come si rivolge agli investitori finanziari, dovrebbe inviare messaggi altrettanto chiari e rassicuranti anche agli investitori industriali, che hanno un enorme bisogno di certezze”.

Non si è fatto attendere il commento del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che a margine della partenza del Treno Verde di Legambiente, ha commentato: “La decisione di British Gas purtroppo arriva dopo undici anni di tira e molla. Non è nostro mestiere quello di procacciare opportunità di investimento ad imprese. Quello che possiamo fare è cercare di fare in modo che le procedure di autorizzazione di progetti e investimenti avvengano in tempi certi; questo già sarebbe un gran passo avanti per il Paese”.

V.R.

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