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Edilizia: frena la caduta dei finanziamenti

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È a disposizione delle associazioni territoriali, degli organismi associativi regionali e delle imprese il secondo numero 2011 di Ance credit monitor, strutturato in due parti.

Nella prima, è presentata un’analisi a livello settoriale e territoriale della rischiosità del settore dell’industria, dell’edilizia e dei servizi. A fine 2009, il peso dell’edilizia sul totale delle consistenze degli impieghi erogati in Italia è pari al 14% circa. I servizi rappresentano oltre il 50% del totale e l’industria in senso stretto il restante 33%.

Nonostante la percezione comune nel mondo bancario di considerare il settore delle costruzioni come rischioso, dall’analisi emerge che invece è stato l’unico comparto che ha saputo conciliare una forte crescita degli impieghi con una sensibile riduzione delle sofferenze. Le rilevazioni mostrano come, a fronte di un forte aumento negli anni nello stock degli impieghi, l’edilizia abbia migliorato la propria situazione in termini di rischiosità. Secondo i dati di Banca d’Italia, tra il 1998 ed il 2009 gli impieghi sono aumentati del 155% mentre le sofferenze sono diminuite del 35,8%

Nella seconda parte, l’Ance credit monitor presenta invece le elaborazioni sui dati relativi ai flussi di nuovi finanziamenti erogati per investimenti in edilizia residenziale e non residenziale e i mutui concessi per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie.

In Italia la caduta dei finanziamenti per l’edilizia abitativa, dopo la forte riduzione registrata negli ultimi 2 anni (-8,6% nel 2008 e -15% nel 2009), nei primi 9 mesi del 2010 sembra essersi attenuata, con un –0,8% rispetto al periodo gennaio – settembre 2009. Continua, invece, la caduta dei finanziamenti per gli investimenti in edilizia non residenziale, con un -2,3% registrato nello stesso periodo.

L’analisi regionale dei mutui per investimenti in edilizia non residenziale mostra come in Lombardia (-23,2%) e nel Lazio (-6,3%), regioni dove si concentra circa il 35% dei finanziamenti erogati in tutto il territorio italiano, continui ancora una forte caduta dei finanziamenti, dopo la stretta creditizia degli ultimi due anni in entrambe le regioni.

Con riferimento ai mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, dopo il calo importante che ha caratterizzato il 2009 (-10%), i primi 9 mesi del 2010 sembrano evidenziare alcuni segnali positivi, con un +17,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per la prima volta dal 2008, inoltre, in tutte le regioni italiane il dato relativo ai mutui per l’acquisto di abitazioni è positivo.

O.O.

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