Edifici scolastici: lo stato di sicurezza per Cittadinanzattiva | Edilone.it

Edifici scolastici: lo stato di sicurezza per Cittadinanzattiva

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La sicurezza negli istituti scolastici italiani lascia a desiderare, secondo un’indagine effettuata su 184 edifici scolastici (46 scuole dell’infanzia, 85 primarie, 27 secondarie di primo grado, 25 secondarie di secondo grado e 19 istituti comprensivi) di 15 regioni e 75 città italiane. Le carenze nella sicurezza degli edifici scolastici sono state messe in rielievo dallo studio presentato lo scorso 27 settembre a Roma dal segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini e dalla responsabile Adriana Bizzarri alla presenza del sottosegretario del Ministero della Pubblica Istruzione Gaetano Pascarella. L’indagine fa parte della campagna “ImparareSicuri” che si svolge con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e comprende la V Giornata nazionale sulla sicurezza, in calendario per il 26 novembre.

Nella fotografia delle scuole italiane scattata da Cittadinanzattiva, più della metà degli edifici è stata costruita prima del 1974, anno in cui – ricorda lo studio – fu emanata la legge su “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”. Il 44% delle scuole monitorare sorge in aree a rischio sismico. Il 30% è stato interessato da episodi di vandalismo e il 15% da episodi di bullismo.

Tra i dati positivi, quello secondo cui il 30% delle scuole monitorate utilizza fonti di illuminazione a basso consumo. Le note dolenti cominciano però dalle mense che si aggiudicano – denuncia Cittadinanzattiva – la “maglia nera” dell’anno: nell’11% delle scuole monitorate si utilizzano come mensa locali impropri, inadeguati e non sicuri. Si contano crolli di intonaco nel 27% delle mense controllate, fili elettrici scoperti nel 30% dei casi, pavimentazione irregolare nel 35% e polvere, imbrattamenti, assenza di porte antipanico (come accade anche per i cortili). Altro dato positivo è rappresentato dal fatto che non sono state segnalate barriere architettoniche all’ingresso degli edifici monitorati o, nei casi in cui erano presenti, è stata predisposta un’apposita entrata.

Negli istituti scolastici italiani ci sono situazioni di insicurezza quotidiana legate alla presenza di cancelli aperti durante le ore di lezione, recinzioni in cattive condizioni, spigoli non protetti e armadi non ancorati al muro. L’indagine continua a registrare crolli di intonaco, che riguardano una scuola su quattro, e mancanza di certificazioni: il 41% delle scuole è privo del certificato di agibilità statica, il 43% del certificato di agibilità igienico-sanitaria e il 52% del certificato di prevenzione incendi. A ciò si aggiunge il problema della sporcizia, di rifiuti non rimossi e polvere che interessano in primo luogo le mense (31%), la segreteria (25%) e la sala professori (20%). Nell’11% delle scuole manca addirittura l’acqua potabile: si tratta di nove scuole in Sicilia, otto in Calabria (la regione che raccoglie la condizione complessiva peggiore), due in Emilia Romagna, una rispettivamente nelle Marche e in Lombardia. E in molte scuole ci sono condizioni precarie nei bagni, privi di carta igienica (30% dei casi), di sapone (43% dei lavandini) e di asciugamano (59%). Nonostante il fatto che non siano state segnalate barriere architettoniche all’ingresso degli edifici monitorati, dei problemi vengono riscontrati all’interno delle scuole dove, fra i servizi didattici, la biblioteca presenta un maggior numero di barriere (30%) seguita dalla mensa (25%), dai servizi igienici (21%), dalla palestra (19%), dal cortile (14%) e dalle aule computer (8%).

Aumentano inoltre gli incidenti a scuola, come segnalano anche i dati dell’Inail: nelle scuole controllate da Cittadinanzattiva sono stati segnalati 780 incidenti dei quali 631 a studenti. Nel 50% dei casi le cause sono accidentali, oppure si tratta di cadute durante le attività sportive (38%). Le palestre non sono in buono stato: il 39% delle scuole non ha una palestra propria; le palestre esistenti presentano barriere architettoniche (19% dei casi), segni di fatiscenza sulle pareti (18%) mentre nella metà delle scuole manca la cassetta di pronto soccorso e in nessun caso ci sono attrezzature adeguate per i disabili. Quando manca la palestra si va in cortile ma anche questo è carente in sicurezza: il 24% dei cortili ha una recinzione in cattive condizioni e nel 31% dei casi manca la porta antipanico.

E a seguito dei 215 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato per la sicurezza antisismica e dei 750 milioni di euro per la manutenzione finanziati da Stato, Regioni, Province e Comuni, Cittadinanzattiva chiede fra l’altro continuità nei fondi per la messa in sicurezza, completamento e uso dell’anagrafe scolastica, partecipazione dei cittadini, costante attività di informazione su salute e sicurezza e federalismo responsabile.

Per altre informazioni, consultare il sito web:
http://www.cittadinanzattiva.it/index.php

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