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Dumping: la Cina nell'edilizia europea

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L’imprenditrice italiana nel settore edile, nonché presidente Fiec (Federazione imprese europee di costruzioni) Luisa Todini, fa il punto sulla situazione dell’edilizia europea, che ultimamente si sta confrontando con la concorrenza cinese.

Imprese di costruzioni cinesi, infatti, si aggiudicano appalti nel settore stradale, ferroviario ed edilizio con misure di dumping sociale ed economico, generando concorrenza sleale per gli europei. Secondo il parere dell’imprenditrice, l’Ue dovrebbe intervenire per un richiamo al rispetto delle regole, non per attuare una politica di protezionismo.

Al congresso Fiec, tenutosi nei giorni scorsi a Sofia, si è parlato proprio di questa necessità delle imprese europee di tutelarsi contro imprese di altri Paesi (la Cina in testa), che godono di finanziamenti pubblici con cui le europee non possono competere e che spesso si aggiudicano gli appalti, contravvenendo agli standard economici, sociali ed ambientali europei.

“Non c`e` un pregiudizio contro i cinesi – chiarisce Luisa Todini – e lo dimostra il premio che il Comitato Leonardo ha assegnato quest`anno alla cinese Zoomlion, leader nel settore dei macchinari per l`edilizia, per i comportamenti virtuosi attuati da quest`azienda proprio in Italia.” Quello che si contesta, tuttavia, è l’assenza di reciprocità: l’Europa non riesce ad inserirsi nel mercato edile cinese, ad esempio. Al contrario, i costruttori cinesi sono attivi in Albania, nei trasporti, in Serbia, per la costruzione di ponti, in Croazia, per aeroporti, in Bulgaria e Romania, nel settore stradale ed energetico, in Turchia, in quello ferroviario e in Grecia, nella logistica portuale. In Italia, sono già avviati progetti per infrastrutture logistiche e portuali a Taranto e Napoli e per un terminal nei pressi di Civitavecchia.

C.C.

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