Documentazione antimafia: novita' in vigore da oggi | Edilone.it

Documentazione antimafia: novita’ in vigore da oggi

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Il decreto legislativo 15 novembre 2012, n.218, “Disposizioni integrative e correttive”, prevede l’entrata in vigore delle disposizioni del Libro II del Codice Antimafia (Decreto legislativo 6 settembre 2011, n.159), relativo alla documentazione antimafia, due mesi dopo pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 13 dicembre 2012.

Scattano quindi oggi, 13 febbraio 2013, le nuove regole sulla documentazione antimafia, con anticipo rispetto a quanto previsto dal Codice che legava l’entrata in vigore all’effettiva attivazione della banca dati nazionale della documentazione antimafia che, invece, resta in standby.

Tra le novità che entrano in vigore oggi, l’ampliamento della categoria dei soggetti obbligati a richiedere la certificazione antimafia allo scopo di prevenire le infiltrazioni o i condizionamenti mafiosi nei confronti delle aziende.

Rientrano in questa categoria tutti gli organismi di diritto pubblico, comprese le aziende vigilate dallo Stato, le società controllate da Stato o altre ente pubblico, il contraente generale e le società in house providing. Inoltre, gli accertamenti sulle infiltrazioni mafiose vengono estesi anche a tutti i familiari conviventi dell’imprenditore non solo per l’informazione ma anche per la comunicazione antimafia.

Il codice allarga poi l’orizzonte sulle situazioni sintomatiche dei tentativi di infiltrazione mafiosa con l’estensione a ulteriori fattispecie di reato-omessa denuncia di usura ed estorsione; subappalti non autorizzati, traffico illecito di rifiuti, turbata libertà degli incanti.

Altri fattori rilevanti, riguardano l’allungamento dei tempi per quanto concerne il termine di efficacia dell’informativa, che da sei mesi passa a un anno, e la circolarità delle informazioni interdittive.

Come si diceva, resta in standby la banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, istituita presso il ministero dell’Interno e collegata telematicamente con il Centro elaborazione dati. Essa permetterà la verifica in tempo “reale” della sussistenza di una delle cause di decadenza, di sospensione, di divieto o di un tentativo di infiltrazione mafiosa.

Scarica la circolare del ministero dell’Interno
 

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