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Decreto sviluppo: un'opportunità per il settore edile

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Il decreto legge sullo sviluppo, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 110 del 13 maggio, è un passo avanti positivo secondo l’Associazione delle pmi edili della Confapi (Aniem) che apprezza alcuni elementi di innovazione presenti nel decreto ma sottolinea tuttavia l’esigenza di dare un impulso più deciso alla modernizzazione, liberando potenzialità e capacità presenti nel tessuto imprenditoriale.

“Apprezziamo particolarmente – ha affermato il presidente di Aniem, Dino Piacentini – il tentativo di qualificare maggiormente il sistema degli appalti pubblici, disincentivando il ricorso esasperato ai contenziosi e ponendo un tetto alle riserve. Si tratta di misure che tendono a eliminare elementi patologici che ostacolano la funzionalità e la modernizzazione del nostro settore rispetto ad altri Paesi”.

“Siamo favorevoli – ha continuato Piacentini – a sistemi di gara che consentono di effettuare una valutazione sostanziale dei soggetti partecipanti, rapportata alla specifica opera da eseguire; in questo senso riteniamo che il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa offra più garanzie, ma deve fondarsi su una progettazione compiuta sulla quale confrontare le diverse proposte realizzative: è questo il contesto indispensabile per garantire non alterazione della concorrenza, effettiva parità di trattamento tra gli operatori e una significativa riduzione delle perizie di variante in corso d’opera.”

A questo proposito, l’Aniem sta definendo schemi di protocollo e linee guida operative per concordare con le stazioni appaltanti modalità di gestione degli appalti che, partendo da questi presupposti, consentano di individuare l’offerta migliore sulla base di una valutazione di più parametri.

L’Associazione ha anche ricordato un recente studio di Bankitalia che ha evidenziato l’arretratezza italiana sulle esperienze di partenariato pubblico-privato. “In un tessuto produttivo costituito quasi totalmente da pmi, è dunque indispensabile una politica industriale che incentivi e favorisca lo sviluppo di sistemi di aggregazione: i contratti di rete devono essere utilizzati anche nel settore delle infrastrutture e dei lavori pubblici”. Aniem sollecita pertanto il parlamento e il governo a dotare il comparto dell’edilizia di questo strumento.

Piacentini, infine, saluta con soddisfazione l’apertura al tema della demolizione e ricostruzione, “una possibilità che può consentire di sviluppare progetti di riqualificazione integrati e incisivi per rendere più moderne ed efficienti le nostre città, anche da un punto di vista della sostenibilità ambientale”.

In particolar modo la revisione del Piano Casa viene incontro alla sostenibilità energetica degli edifici e va nelle direzione di un auspicabile rinnovo del tessuto urbano. In una fase economica di forte difficoltà questo decreto risolve grandi problematiche, ma la sua applicazione necessita controllo e regolamentazione, per evitare che vengano attuate nel tempo speculazioni immobiliari.

O.O.

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