Dati Ance: -30 miliardi di euro e l'86% di aziende che denunciano ritardati pagamenti | Edilone.it

Dati Ance: -30 miliardi di euro e l’86% di aziende che denunciano ritardati pagamenti

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L’Ance fotografa la situazione delle imprese del settore edile italiano: l’86% di esse denuncia ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e si registra un ammanco di 30 miliardi di euro totali per aziende di diverse tipologie.

Durante l’incontro, avvenuto lo scorso lunedì presso l’Associazione dei costruttori romani (Acer), sono stati presentati gli ultimi dati dell’Ance, che hanno prospettato una situazione ancora preoccupante, in cui condizioni patologiche sono ormai di ordinaria amministrazione. Dai Comuni alle Regioni ai ministeri, così si allarga quella che non si può che definire come una “piaga”, i ritardati pagamenti da parte delle p.a.

Il direttore del Centro Studi Ance, Antonio Gennari, spiega che ad influire sui pagamenti è la drastica diminuzione del 43% delle risorse statali in bilancio e la conseguente impossibilità degli istituti di credito a svolgere “la loro funzione di cuscinetto”. Commentando l’accordo siglato nei giorni scorsi tra Abi e Cassa depositi e prestiti sulla cessione pro soluto, Gennari continua: “da parte degli istituti di credito c`è una fortissima ritrosia a mettere in atto la cessione pro soluto. A livello di vigilanza, continua a passare il concetto che il credito dato a una Pmi è più rischioso di un derivato”.

Esemplare della situazione generale è il caso romano: il Comune di Roma ha, infatti, chiuso le sue pendenze per il 2011 dopo una lunga trattativa con le imprese e un pessimismo per l’anno appena iniziato. Alessandro Cardellini, presidente dei giovani imprenditori dell’Acer afferma: “abbiamo grossi dubbi su quello che accadrà. Il timore diffuso è che si fermi tutto, dal momento che sono stati annunciati tagli orizzontali nei bilanci che rischiano di prosciugare la voce appalti pubblici”.

Continua Cardellini: “la Regione Lazio è riuscita a salvarsi solo in virtù dell’accordo sottoscritto con Sace per la certificazione dei crediti vantati dalle imprese, cui hanno aderito 150 aziende del settore edile, riuscendo a recuperare 130 milioni di euro”.

Lo stesso allarme è diffuso in tutta Italia, dalla Campania alla Lombardia, dalla Sardegna al Veneto. Non sono più soltanto i comuni gli “storici cattivi pagatori”, ma anche le amministrazioni centrali.

C.C.

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