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Dai costruttori un decalogo per far ripartire l’economia

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Rilanciare l’economia della regione e scongiurare la chiusura di migliaia di imprese familiari che, grazie al loro know how, garantiscono da generazioni una produzione edilizia di qualità e una diffusa e rilevante occupazione sul territorio.

Con questi obiettivi nasce il “Decalogo per una nuova stagione”, documento elaborato dall’Ance Lazio contenente riflessioni e proposte per rilanciare il settore delle costruzioni.

Competenza, responsabilità e rispetto delle regole dovranno rappresentare, secondo i costruttori del Lazio, i tre cardini ai quali si dovrà ispirare l’attività della prossima giunta regionale. Ai primi posti nel Decalogo per una nuova stagione vi sono le due emergenze del contenimento della spesa corrente, che passa per una riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, e la liquidazione dei debiti nei confronti delle imprese. A questo proposito, Ance Lazio ha chiesto che venga rispettato il diritto e si tenga fede entro i primi 100 giorni di governo agli impegni contrattuali attraverso il pagamento alle imprese delle somme dovute per i lavori realizzati.

Alla soluzione del problema dei pagamenti deve poi far seguito l’approvazione di un vero e proprio piano per gli investimenti, trasparente per quanto riguarda le risorse disponibili e gli ambiti di utilizzo. “Quello che le imprese desiderano – ha detto il presidente dell’Ance Lazio, Stefano Petrucci – è poter contare su un interlocutore credibile e affidabile. Per questo abbiamo inserito nel testo anche la necessità di definire nei primi 100 giorni della legislatura una programmazione rigorosa delle risorse per gli investimenti, a cominciare da quelle dell’Ue, e di assumere tra le priorità di investimento le infrastrutture, la manutenzione del territorio e la riqualificazione del patrimonio pubblico, scuole in primis”.

Il Decalogo per una nuova stagione. L’industria delle costruzioni per lo sviluppo economico e sociale del Lazio 2013 – 2017

1.        Conseguire l’obiettivo dell’efficienza amministrativa regionale, attraverso una profonda riorganizzazione basata sui criteri della competenza e della responsabilità, consentendo alle imprese di poter contare su un interlocutore credibile e affidabile.

2.        Rispettare il diritto e gli impegni contrattuali garantendo entro i primi 100 giorni il pagamento alle imprese per i lavori realizzati e per il futuro il pieno rispetto dei tempi previsti dalle normative nazionali ed europee, evitando la destrutturazione del sistema imprenditoriale regionale delle costruzioni.

3.        Individuare meccanismi di razionalizzazione della spesa corrente e nella gestione delle risorse pubbliche, così da garantire quote certe agli investimenti, consentendo agli enti locali di realizzare le opere necessarie sul territorio.

4.        Definire nei primi 100 giorni una programmazione rigorosa delle risorse per gli investimenti, a iniziare da quelle Ue, assumendo tra le priorità di investimento le infrastrutture, la manutenzione del territorio e la riqualificazione del patrimonio pubblico a forte impatto sociale (scuole in primis).

5.        Porre al cento del governo di territorio la fattibilità del riassetto e della riqualificazione urbana sostenendo e favorendo, anche con modifiche normative, interventi di demolizione e di ricostruzione.

6.        Salvaguardare le innovazioni procedurali e normative del “Piano Casa” grazie alle quali si sono create le condizioni per avviare operazioni in grado di conseguire gli obiettivi di miglioramento del patrimonio esistente.

7.        Rendere semplici e trasparenti le procedure ambientali così da consentire tempi decisionali certi e nel contempo  giungere rapidamente, correggendone gli errori, all’approvazione del Piano territoriale paesaggistico regionale (PTPR).

8.        Attivare e promuovere programmi di housing sociale per evitare il rischio di una nuova emergenza abitativa.

9.        Agire sul mercato delle opere pubbliche per assicurare al sistema delle imprese certezza dei finanziamenti, trasparenza e salvaguardia dei principi della concorrenza.

10.      Coinvolgere le imprese laziali nella realizzazione delle opere strategiche regionali ad iniziare dalla Roma – Latina.

 

 

 

 

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