Da Fillea-Cgil sette proposte per la ripresa | Edilone.it

Da Fillea-Cgil sette proposte per la ripresa

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Riassetto idrogeologico, riduzione del consumo di suolo, riqualificazione urbana, efficienza energetica, energie rinnovabili, prevenzione sismica, infrastrutture: sono i sette assi sui quali si articola la proposta di Fillea Cgil, presentata nei giorni scorsi dell’Assemblea di programma degli edili Cgil (intitolata ‘We want work’) dal segretario generale della Fillea-Cgil Walter Schiavella. Un progetto che intende promuovere un nuovo modello di sviluppo, basato sui principi della sostenibilità, della legalità e della qualità, per il rilancio di un settore, quello dell’edilizia-legno arredo-materiali da costruzioni ed escavazione che “più di ogni altro sta risentendo degli effetti dirompenti della crisi, ma che più di altri può fare la differenza nella costruzione di una strategia di uscita dalla crisi”.

Secondo le stime Fillea-Cgil, dal 2009 nel settore edile hanno perso il lavoro 120mila persone l’anno, 328 al giorno. La crisi segna un record negativo storico per le costruzioni, in passivo da 20 trimestri consecutivi: perso il 30% della produzione ed il 40% degli investimenti pubblici, e tra il 2008 ed il 2010 il crollo del fatturato complessivo è stato di oltre il 16%.

Ad eccezione di una modesta per il settore dei lapidei, molto proiettato all’export, tutti i reparti registrano dati negativi, con il crollo della produzione nel cemento calce gesso, scesa del 40%, e nei laterizi e manufatti in cemento, dove il calo arriva al 50%, avvicinandosi al 60% nella produzione di prefabbricati. Nel legno arredo 52mila gli addetti spariti in 5 anni, con loro 10mila aziende ed un calo della domanda interna del 40%, con previsioni per il 2013, così come per gli altri comparti, di caduta libera.

Si stima che in sei anni, dal 2008 al 2013, il settore edile avrà perso circa il 30% degli investimenti e si collocherà sui livelli di attività più bassi degli ultimi 40 anni. La tendenza negativa è avvertita in modo significativo in tutti i rami produttivi: le nuove abitazioni (-54,2%, in sei anni), l’edilizia non residenziale privata (-31,6%), le opere pubbliche (-42,9%). Solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali mostra una tenuta dei livelli produttivi (+12,6%).

Questi gli obiettivi del piano proposto da Fillea-Cgil: dal riassetto idrogeologico raccogliere investimenti per 40 miliardi in 20 anni; raggiungere la quota zero di consumo del suolo entro il 2050, come indicato dalla strategia europea; incentivare la riqualificazione urbana mediante più risorse per il Piano Città; ottenere investimenti pari a 45 miliardi per 10 anni dall’efficientamento energetico; raggiungere benefici per 48 miliardi in 10 anni dall’impiego di energie rinnovabili; puntare sulla sicurezza sismica, mettendo in sicurezza il territorio, incrementando il fondo per la prevenzione del rischio sismico e orientando gli incentivi alla ristrutturazione; raggiungere i 68,5 miliardi per le infrastrutture materiali.

In merito alle proposte di Fillea-Cgil, il presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Paolo Buzzetti ha dichiarato la piena concordanza, “vista la coincidenza di temi con tante battaglie portate avanti dall’Ance in questi mesi e vista l’unità di intenti del settore riunito negli Stati generali”. Buzzetti ha richiamato la necessità di “investire soprattutto sulla sicurezza delle scuole e la manutenzione del territorio. Senza dimenticare altre priorità che attendono soluzione come i ritardati pagamenti e la restrizione del credito per famiglie e imprese”.

 Scarica le proposte complete di Fillea-Cgil (.pdf)

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