Crisi dell'edilizia: stretta del credito mai cosi' alta nel 2012 | Edilone.it

Crisi dell’edilizia: stretta del credito mai cosi’ alta nel 2012

wpid-13610_costruzioni.jpg
image_pdf

La stretta del credito nei confronti delle imprese edili, tra le principali cause della grave crisi del settore, ha raggiunto il livello più alto della crisi a giugno 2012. E’ quanto rivela l’estratto dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni aggiornato a dicembre 2012 e pubblicato nei giorni scorsi dall’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili).

Le rilevazioni mettono a confronto il periodo 2007-2011 con i primi sei mesi dell’anno in corso: se i finanziamenti a medio-lungo termine sono calati del -8% nel quinquennio scorso, essi sono scesi a -9% nei primi sei mesi 2012. Discorso valido anche per i mutui per investimenti nell’abitativo e nel non residenziale, scesi rispettivamente del 20% e del 33%, un calo ulteriore rispetto ai già significativi -38% e -44,4% del periodo 2007-2011. Prosegue, di contro, l’incremento negli investimenti in macchinari e attrezzature: +12% nei primi sei mesi 2012, dopo il +46% del quinquennio 2007-2011.

Anche la domanda immobiliare ha subito un forte razionamento: i mutui erogati per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie hanno registrato un calo del 21,6% nel periodo 2007-2011, con un -48% nei primi sei mesi del 2012. Nello stesso periodo, però, i finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di beni durevoli hanno subito un calo molto più limitato, -9%. Tale andamento diversificato nel finanziamento dei settori economici ha portato a marcati cambiamenti nel credito a medio lungo termine: la quota dei prestiti per i finanziamenti in costruzioni si è dimezzata, passando dal 12% al 7% del totale erogato e lo stesso è avvenuto per i mutui per l’acquisto di immobili (passati dal 18% al 11%). Al massimo, gli altri settori hanno mantenuto immutata la propria quota di mercato ma, in alcuni casi, si sono registrati sensibili aumenti.

Secondo le previsioni del Rapporto sulla Stabilità Finanziaria di Banca d’Italia, la decrescita dei mutui immobiliari proseguirà nei prossimi mesi, almeno fino alla metà del 2013. Un’evoluzione “purtroppo prevedibile”, secondo l’osservatorio. Un razionamento di tali proporzioni ha infatti generato circoli viziosi che, oltre a danneggiare seriamente le imprese di costruzioni, peggiorano la situazione economico-finanziaria delle stesse banche.

In particolare per le imprese impegnate nei lavori pubblici emerge una domanda crescente di credito e un aumento della difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari, soprattutto per le anticipazioni su fattura; “questa dinamica” spiega l’osservatorio “sta provocando forti tensioni economico-finanziarie, acuite anche dalle pressanti richieste di rientro da parte delle banche, che sfociano, nella maggior parte dei casi, in situazioni di crisi aziendali”. Anche nell’edilizia privata questa fortissima restrizione, sia a monte, vale a dire nel finanziamento di nuove operazioni, che a valle, ovvero nei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni, sta provocando sofferenze da parte delle imprese e situazioni di crisi “indotta”.

Per queste ragioni, conclude l’Ance, “è necessario trovare, al più presto, delle soluzioni, altrimenti interi settori bloccheranno la loro attività. In Italia si sente forte l’esigenza di sviluppare strumenti finanziari specifici che consentano di riattivare il circuito del credito a medio-lunga scadenza, qualcosa di simile alle “cartelle fondiarie”, strumenti grazie ai quali sono stati compiuti i maggiori investimenti del nostro Paese”.

V.R.

Copyright © - Riproduzione riservata
Crisi dell’edilizia: stretta del credito mai cosi’ alta nel 2012 Edilone.it