Crisi dell'edilizia: per Buzzetti "non e' piu' tempo di aspettare" | Edilone.it

Crisi dell’edilizia: per Buzzetti “non e’ piu’ tempo di aspettare”

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È ennesimo allarme rosso sulla crisi dell’edilizia, dopo una speranza di ripresa troppo flebile. “Siamo dinanzi a una vera e propria chiusura del comparto, e non perché sia giunto un meteorite all’improvviso ma perché le politiche adottate anche negli ultimi mesi non fanno altro che deprimere ulteriormente il settore”: è questo il duro commento di Paolo Buzzetti, Presidente di Federcostruzioni e dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), intervenuto alla conferenza stampa dell’Osservatorio congiunturale dell’Ance.

Emergono dati drammatici: gli investimenti nel 2012 sono scesi del -7,6%, numero peggiori del -5,3% dell’anno passato e che ricordano quelli dell’inizio della crisi del 2009. E non vi sono previsioni positive neanche per il 2013, con una stima di riduzione degli investimenti del -3,8% rispetto al 2012. Una crisi nera che riguarda tutti i comparti: le nuove abitazioni in sei anni perdono oltre il -54%; l’edilizia non residenziale privata è a -31,6%; le opere pubbliche a -42,9%. Fa eccezione solo la riqualificazione e manutenzione straordinaria, con un +12,6 negli ultimi 6 anni. E come è noto, la crisi dell’edilizia ha conseguenze pesanti anche sugli aspetti sociali, con circa 360 mila posti di lavoro perduti.

“Non c’è più tempo di aspettare”, ha dichiarato Buzzetti. “Questo Governo deve riconoscere di aver dato una frenata eccessiva al settore e trovare gli strumenti per rilanciarlo a partire da alcune semplici proposte”. Buzzetti parla, ad esempio, di un piano di dieci anni per la manutenzione del territorio, che impieghi i progetti già esistenti e già approvati dai sindaci. D’accordo con gli incentivi al risparmio energetico, ma “facciamolo con degli sgravi nel tempo, non di sei mesi”.

Occorre inoltre puntare “sulla legalità con nuove norme per quanto concerne l’assegnazione degli appalti. Su questo puntiamo da anni per rappresentare gli imprenditori migliori ma la politica non ci ascolta”, tuona Buzzetti. Il tema che appare più delicato, in questo panorama, è ancora quello dei mancati pagamenti da parte delle P.A, sul quale già dalla primavera scorsa Federcostruzioni aveva avviato una forte battaglia. Secondo Luca Turri, vicepresidente di Federcostruzioni, “il debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese del settore è ben più consistente dei 19 miliardi relativi alle sole aziende di costruzioni, in quanto questi mancati pagamenti si riverberano sulle migliaia di imprese dell’indotto. Noi stimiamo che le sofferenze creditizie a causa di questi ritardi ammontino a circa 30 miliardi”.

“Una situazione – conclude Turri – che sta portando molte imprese alla chiusura e che deve essere immediatamente risolta, anche perché queste risorse possono consentire di tenere vivo un settore, le costruzioni, che può svolgere un ruolo determinante per far ripartire l’economia e porterebbe immediati benefici in campo occupazionale”.

V.R.

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