Cresme-Saie: : boom delle Costruzioni solo per chi lavora all'estero | Edilone.it

Cresme-Saie: : boom delle Costruzioni solo per chi lavora all’estero

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Anno di svolta per le costruzioni italiane è il 2006, con un picco dei dati cui ha fatto seguito l’entrata del mercato delle costruzioni in fase di stagnazione. Lo sostengono i ricercatori e gli analisti del Cresme, il centro studi di settore, nel dossier dedicato all’analisi ed alla previsione delle dinamiche di mercato delle costruzioni.

Calcolati come al solito i fatturati aggregati 2006 delle 1200 aziende che formano il settore in Italia (e sono classificate tali tutte quelle di qualsiasi tipologia ma che facciano almeno il 51% del loro fatturato nel settore costruzioni) è venuto fuori un balzo rispetto al 2005 di ben l’11,7%, arrivando a circa 85 miliardi di euro (per inciso questa cifra rappresenta la metà dell’intero mercato italiano delle costruzioni). Se si pensa che l’anno precedente il tasso di crescita era stato intorno all’1%, la sorpresa è più che giustificata.

Il rapporto, presentato lo scorso 23 ottobre a Bologna nell’ambito del Saie, sotto la denominazione di Rapporto CresmeSaie – mostra un dato sorprendente relativamente ai risultati delle prime 200 imprese di costruzione italiane: il loro fatturato complessivo è aumentato del 3,9%. Alla luce del fatto che il tasso di variazione dei prezzi del settore si è attestato tra il 3 e il 5%, ciò vuol dire che sono di fatto rimaste ferme. Se non sono cresciute le imprese di costruzione, sorge l’interrogativo su chi siano i protagonisti della crescita e su dove questa si sia prodotta, visto che in Italia il mercato delle nuove case è in fase di rallentamento. Di rallentamento parlano anche i numeri del Cresme. Chi ha lavorato in prevalenza in Italia è cresciuto poco o è addirittura andato indietro. Crescono, invece, le imprese che hanno lavorato all’estero e/o che hanno partecipato ai grandi appalti internazionali. La crescita emerge anche per i general contractor più delle società semplici e per quelle società di costruzioni che hanno iniziato a far evolvere il proprio core business dalla costruzione pura e semplice verso un mix più complesso, che si affaccia verso i servizi quali il project financing o la gestione degli edifici dopo la consegna.

I dati macroeconomici della crescita del settore, vede in classifica, il maggior contributo proveniente dalle società di ingegneria (la cui classifica è guidata da Saipem) e dai general contractor (nomi come Nuovo Pignone, Snam Progetti, Danieli e Technip), che hanno segnato un balzo di oltre il 20%, dovuto anche allo sviluppo delle grandi opere pubbliche in Asia.
Per contro, il dato di crescita dei general contractor specializzati sul mercato italiano è stato addirittura negativo, per lo 0,3% in valori correnti. Stesso discorso vale per i materiali. Il tondino per cemento armato (prima azienda italiana la Ferriere Nord, 825 milioni di ricavi, più 36%) vede salire le vendite quasi solo grazie alla domanda internazionale: il comparto cresce del 32%, ma il dato contiene una crescita del 17% legata al solo fattore ‘prezzi’.

All’opposto, un settore che lavora quasi esclusivamente per l’edilizia residenziale come i laterizi e che ha al suo attivo una grande crescita nei primi cinque anni del 2000, cresce di appena il 3% pur in presenza di un aumento dei prezzi del 5%, evidenziando così un calo effettivo. Si ritiene che ciò sia dovuto al raffreddamento del mercato residenziale interno, che reca però, d’altra parte, una crescita di tutto quanto è relativo a manutenzione, recupero e restauro, premiando in modo particolare l’innovazione: tutti i comparti che hanno investito sull’innovazione hanno ottenuto buoni risultati.

C’è insomma più attenzione, in questa fase di minore domanda, ai fattori della qualità. Altri dati, quali l’aumento di consumo di cemento legato al nuovo mix produttivo del calcestruzzo (indice di un prodotto qualitativamente migliore) o la crescita di fatturati della chimica legata alle costruzioni, indicano una maggiore attenzione ai nuovi materiali, dai collanti alle vernici, e va messo in relazione anche con la maggiore attenzione alle esigenze di risparmio energetico.

Tale aspetto riguarda anche il settore dei serramenti. Anche il settore della distribuzione (distributori di materiali edili e quelli dei componenti sanitari/termosanitari), è cresciuto a ritmi del 20% circa.

Scarica la nota stampa del Rapporto Cresme/Saie
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