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Costruzioni: in Emilia Romagna perso un quarto della produzione

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Tra il 2008 e il 2012 in Emilia-Romagna il settore delle costruzioni ha perso un quarto della produzione (- 24,9%), vale a dire 4,1 miliardi di euro: il dato è contenuto nelle stime elaborate da Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Emilia Romagna nel “Rapporto congiunturale sull’industria delle costruzioni in Emilia-Romagna”.

Le perdite riguardano sia la nuova edilizia abitativa (-43,8%) che gli investimenti in costruzioni non residenziali private e per le opere pubbliche (-30,2%): una perdita che, in termini di lavoratori, vale 51.700 posti in meno dal 2008 al terzo trimestre 2011.

La preoccupazione maggiore è che le imprese, senza una pronta inversione degli investimenti, non riescano a mantenere l’occupazione rimanente, rischiando di non poter reintegrare i lavoratori oggi in Cassa Integrazione. La stretta creditizia nel settore emerge anche dai dati di Banca d’Italia relativi ai primi 9 mesi del 2011: -31,7% di mutui erogati per investimenti in edilizia residenziale; le difficoltà di accesso al credito sono acuite dai ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. La causa maggiore di tali ritardi è il Patto di Stabilità Interno: in Emilia Romagna, secondo i dati certificati dall’Osservatorio regionale sulla finanza territoriale, ci sono oggi 2,3 miliardi di euro di residui passivi dei Comuni per investimenti in conto capitale.

Sebbene il dato più eclatante , tuttavia, siano i 350 milioni di euro che gli enti locali hanno disponibili in cassa.

Per contrastare un’emergenza dai contorni davvero difficili, l’Ance Emilia Romagna ha indicato una serie proposte di medio e breve periodo, illustrate all’interno di un incontro svoltosi alla presenza degli assessori regionali Peri (Trasporti e Urbanistica) e Muzzarelli (Attività Produttive).

I tre concetti cardine sui quali devono vertere le idee sono riqualificazione urbana, semplificazione e rapporto pubblico-privato.

Le possibili proposte spaziano dalle misure per arginare il fenomeno dei pagamenti mancati, alla definizione di politiche strategiche per la città e strumenti per l’attuazione di piani di rigenerazione e riqualificazione urbana; dall’avviamento del Secondo programma attuativo 2011 – 2013 del Piano Energetico Regionale all’intensificazione del ricorso al project financing, in particolare per il ripristino del territorio e degli alvei fluviali, la modernizzazione del patrimonio scolastico esistente, il restyling degli edifici pubblici, l’impiantistica varia, l’adeguamento e messa a norma delle

gallerie stradali, la riqualificazione di ambiti urbani, la realizzazione di porti turistici, la costruzione di infrastrutture penitenziarie. È stata infine indicata la necessità di rivedere alcuni contenuti delle leggi regionali, e in particolare la normativa antisismica.

V.R.

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