Costruzioni: definita la piattaforma del CCNL | Edilone.it

Costruzioni: definita la piattaforma del CCNL

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Scade il prossimo 31 dicembre il rinnovo del contratto nazionale dell’edilizia industria, che interessa in Italia circa 1.250.000 lavoratori dipendenti. Definita nei giorni scorsi un’ipotesi di piattaforma per il suddetto rinnovo, ad opera dei sindacati delle costruzioni, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, seguirà la fase di informazione e consultazione dei lavoratori del settore, cui spetterà l’ultima parola per l’approvazione definitiva della piattaforma, da concludere entro il 12 ottobre prossimo. Una volta approvato e condiviso da sindacati e lavoratori, il testo della piattaforma del contratto nazionale verrà inviato all’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, e si aprirà la fase della contrattazione.

Nel corso dell’iter testè descritto, molti saranno gli obiettivi proposti nella piattaforma degli edili, su cui concertare un accordo. Oltre ad una richiesta di aumento mensile di salario di 105 € al parametro del terzo livello, primo traguardo fra tutti la qualità del lavoro, che coinvolge i temi della strutturazione dell’impresa, della sicurezza e della qualificazione professionale.

La piattaforma verte sui seguenti temi centrali:
– rilancio del sistema formativo a salvaguardia del livello professionale e di un’occupazione stabile, attraverso la formazione d’ingresso, ulteriori otto ore annue obbligatorie, e l’utilizzo del diritto allo studio per i corsi di alfabetizzazione ai lavoratori stranieri in orario di lavoro;

  1. ricomposizione dell’organizzazione del cantiere ai fini della sicurezza e della rappresentanza, aumentando l’importanza del ruolo dei rappresentanti sindacali e chiedendo che il cantiere sia considerato un’unica unità produttiva;
  2. rafforzamento degli Enti Bilaterali di attuazione del contratto;
  3. riaffermazione della dignità del lavoro edile come incentivo alla permanenza nel settore.

Il settore dell’edilizia, spiega una nota sindacale, pur attestandosi su alti livelli di produzione, profitti e occupazione, che non tenderanno a decrescere negli anni futuri, registra dei primi significativi elementi di fermo della fase espansiva e una crescente destrutturazione delle grandi e medie imprese che, grazie anche al consolidamento del sistema di gara a General Contractor, esternalizzano sempre più i processi produttivi, rendendo il cantiere sempre meno una fabbrica e sempre più un centro di assemblaggio di pezzi di diversi processi produttivi.

La bassissima media di addetti per impresa, tre lavoratori, e la presenza di lavoro irregolare molto diffusa hanno determinato negli ultimi anni una preoccupante alterazione del mercato. Il livello di infortuni resta molto alto, soprattutto quello degli infortuni mortali, così come l’incremento dei lavoratori ai livelli di inquadramento più bassi e una situazione di precarietà per larghi strati di lavoratori.

L’aumento esponenziale del numero di lavoratori stranieri, che rappresentano ormai più del 25% della forza lavoro del settore, legata anche ad una crescente disaffezione dei giovani lavoratori italiani verso il settore sta provocando, inoltre, un’ulteriore e rapida metamorfosi del mercato del lavoro della quale si dovrà tener conto.

Il contesto normativo in cui si discuterà l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del CCNL del 2004 è complesso, spiega ancora la nota: da una parte si sono fatti passi avanti riguardo al contrasto del lavoro nero, grazie a novità come il consolidamento del DURC e a nuove norme come il tesserino di riconoscimento, l’assunzione prima dell’inizio del lavoro, la congruità, il nuovo sistema sanzionatorio per la sicurezza; dall’altra alcune di queste norme sono in attesa da mesi di decreti attuativi e quindi i sindacati accompagneranno questa fase di informazione, consultazione e della trattativa sul contratto nazionale, con una forte iniziativa nei confronti del governo per consolidare la legislazione a sostegno delle politiche per il settore. Riguardo a questo, particolare attenzione è concentrata sulla ultima circolare di rettifica alle norme della nuova legge sulla sicurezza, introdotte dalla legge 123/2007, che, in una prima versione, ipotesi immediatamente smentita dal Ministero, escludeva l’edilizia dal fermo dei lavori in presenza di violazione delle norme sulla sicurezza.

Questo quadro – conclude il comunicato sindacale – spinge a rivendicare una diversa qualità delle relazioni industriali e della concertazione, il consolidamento degli strumenti bilaterali di attuazione contrattuale, il miglioramento della qualità del lavoro nei cantieri e nel territorio, dei diritti, l’incremento del reddito e l’abbassamento del livello di precarietà, con l’obiettivo di incentivare i lavoratori alla permanenza nel settore consentendo così lo sviluppo ed il mantenimento delle professionalità e di alimentare nuovi ingressi.

"Anche questa volta – afferma il Segretario della Fillea Cgil, Franco Martini – il rinnovo del Contratto Nazionale sarà l’occasione per mettere al centro le condizioni di lavoro degli operai edili. Nonostante le importanti iniziative e provvedimenti dettati dal Governo, infatti, infortuni e lavoro nero mantengono livelli di guardia".

"Per questo – continua Martini – nel nuovo contratto saranno prioritari gli interventi e le politiche volte a qualificare e valorizzare il lavoro, dalla formazione ai riconoscimenti professionali; al tempo stesso tutela economica, con la difesa e l’incremento del valore dei salari, e diritti, soprattutto nel subappalto, rappresentano l’altro fronte delle priorità".

"Tutto ciò – conclude il leader della Fillea – rende il Contratto Nazionale ancora determinante in un settore dove alta mobilità territoriale e grande frantumazione restano le caratteristiche principali".

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