Consulta delle Costruzioni: No a nuova burocrazia per le imprese edili | Edilone.it

Consulta delle Costruzioni:
No a nuova burocrazia per le imprese edili

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Le Associazioni che costituiscono la Consulta Nazionale dell’artigianato e delle Pmi dell’edilizia (ANAEPA-Confartigianato, CNA-Costruzioni, ANIEM-Confapi, Casartigiani e CLAAI) chiedono che il decreto, in corso di emanazione, per l’attuazione dell’art. 35 della legge 248/2006 sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti, non produca altri adempimenti burocratici per le imprese edili. Lo ha reso noto la stessa Consulta, con un comunicato stampa emesso lo scorso 19 ottobre.

“Secondo alcune anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto dovrebbe prevedere sia l’asseverazione da parte di professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali sia la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati nel cantiere”. “Ma – avvertono i rappresentanti della Consulta – per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC (Documento Unico di Regolarità contributiva)”.

La Consulta nazionale delle Costruzioni esprime il forte disagio delle imprese del settore per il moltiplicarsi di certificati ed adempimenti burocratici che incidono pesantemente sull’attività delle aziende. L’elenco completo dei documenti obbligatori da tenere in cantiere tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro comprende 116 documenti. “In questo modo – secondo la Consulta – si rischia di ottenere l’effetto opposto a quello voluto, scoraggiando le imprese regolari a vantaggio del lavoro irregolare e sommerso”.

I rappresentanti della Consulta concludono: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica industriale per il settore. Ma risorse ed incentivi non servono a nulla se si moltiplicano oneri ed adempimenti che di fatto bloccano l’attività delle imprese. La sicurezza sul lavoro non si garantisce con l’eccesso di burocrazia. Occorre, invece, individuare strumenti realmente efficaci di contrasto del lavoro nero e dell’irregolarità e contemporaneamente semplificare la miriade di adempimenti esistenti”.

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