Confedilizia: piu' credito alle Pmi grazie all'intesa con Abi | Edilone.it

Confedilizia: piu’ credito alle Pmi grazie all’intesa con Abi

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È stata siglata a Roma lo scorso 28 febbraio l’intesa sulle “Nuove misure per il credito alle Pmi” (Piccole e Medie Imprese); a firmarla l’Abi insieme a Confedilizia, Alleanza Cooperative Italiane, Assoconfidi, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confetra, Confindustria, Rete Imprese Italia. Ulteriori firmatari anche Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Vittorio Grilli, vice ministro dell’Economia e delle Finanze.

Obiettivo dell’accordo è “assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive”. Di qui l’azione per “creare le condizioni per il superamento delle attuali situazioni di criticità ed una maggiore facilità nel traghettare le imprese verso un’auspicata inversione del ciclo economico”, in un momento di forte crisi in cui “il negativo andamento della domanda aggregata incide in misura rilevante sulla struttura produttiva del nostro Paese, e nello specifico sulle piccole e medie imprese, asse portante della nostra economia”.

L’accordo prevede tre tipi di interventi finanziari. In primo luogo, la sospensione dei finanziamenti per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”. Possono essere ammesse alla sospensione le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario che non abbiano già usufruito della sospensione prevista dall’Avviso comune del 3 agosto 2009. Le rate non devono essere scadute da oltre 90 giorni.

In secondo luogo, l’allungamento della durata dei mutui, spostando in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all’anticipazione di crediti certi ed esigibili, e inoltre allungando per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione. Possono essere ammessi alla richiesta di allungamento i mutui che non abbiano beneficiato di analoga facilitazione secondo quanto previsto dall’Accordo per il credito alle Pmi del 16 febbraio 2011. Possono essere ammessi all’allungamento anche i mutui sospesi al termine del periodo di sospensione.

Infine l’intesa prevede anche ulteriori azioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività. Tali azioni sono connesse ad aumenti dei mezzi propri realizzati dall’impresa. Anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste dal D. lgs. 6/11/2011, n. 201 per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale, le banche si impegnano a concedere un finanziamento proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa.

Le imprese che possono beneficiare delle misure sono le piccole e medie operanti in Italia in tutti i settori, definite dalla normativa comunitaria; vale a dire con meno di 250 dipendenti e con fatturato minore di 50mln di euro, oppure con totale attivo di bilancio fino a 43mln di euro.

Al momento della presentazione della domanda devono essere “in bonis”, ossia non devono avere nei confronti dalla banca “sofferenze”, “partite incagliate”, “esposizioni ristrutturate” o “esposizioni scadute/sconfinanti” da oltre 90 giorni.

Le banche si impegnano a fornire una risposta di norma entro 30 giorni. Nel caso l’impresa non abbia ritardati pagamenti, le domande per sospensione della rate di mutui, dei canoni di leasing e di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve per sostenere le esigenze di cassa si intendono ammesse dalla banca, salvo esplicito rifiuto.

Infine dall’intesa giunge l’impegno a definire nuovi accordi, nel corso dei prossimi due mesi, per favorire il finanziamento alla realizzazione di nuovi ordini, incoraggiare progetti di investimento e il consolidamento delle passività; agevolare un rapido smobilizzo dei crediti delle imprese nei confronti della P.A., tramite la certificazione dei crediti; valorizzare il ruolo dei Confidi e dei fondi pubblici di garanzia ai fini di un ampliamento delle possibilità di accesso al credito da parte delle Pmi.

V.R. 

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