Cinese sperimenta tre mesi la casa intelligente iDorm2 | Edilone.it

Cinese sperimenta tre mesi la casa intelligente iDorm2

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La casa intelligente iDorm2, realizzata dall’IIE Goup dell’Università britannica di Essex, è stata recentemente utilizzata da una ricercatrice cinese.

Il prototipo di ambiente domotizzato che appare, a prima vista, come una delle tante camere del Campus dell’Università dell’Essex, è in realtà una stanza multi-utente e multi-funzione, dotata di un elevato numero di sensori (localizzazione degli occupanti, umidità, luminosità, temperatura, etc) ed attuatori (dimmer delle luci, chiusura motorizzata di porte e finestre, regolatori della temperatura e della ventilazione), in grado di apprendere le preferenze e le necessità dei suoi abitanti. L’individuo ospite viene continuamente monitorato per registrare gli stimoli che portano ad un cambiamento dell’ambiente e, quando questo avviene ed è ripetuto con una certa frequenza, la coppia stimolo-azione viene codificata in una nuova regola ed incorporata come parte dei comportamenti dell’agente. Tutto ciò mirerebbe, tra l’altro, a fornire indicazioni utili su come dovrà essere la casa del futuro.

Ad oggi, nell’abitazione ha vissuto per tre mesi (dotata di sensori che misurano le reazioni di chi vi abita e schermi che permettono di vedere e comunicare con persone che vivono in altri ambienti) la cinese Liping Shen, dell’università Jiao Tong di Shanghai. Il campo di ricerca di Liping Shen attiene al settore ‘e-learning’, ovvero la formazione a distanza, insieme alle tecnologie che rilevano le emozioni, in studio presso l’università di Essex, e che consentono di migliorare e personalizzare l’apprendimento a distanza. Nella casa intelligente la ricercatrice aveva a disposizione un sistema digitale che le permetteva di vedere e di comunicare con il marito e il figlio di due anni. Durante il test è stata valutata la reazione emotiva della ricercatrice misurando la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. La studiosa prevede di testare il modello anche per la piattaforma di formazione a distanza dell’università Jiao Tong, progettata per consentire a oltre 15.000 studenti di partecipare alle conferenze attraverso computer, schermi TV e cellulari. “In un’aula tradizionale”, ha spiegato la ricercatrice, “gli insegnanti possono riconoscere lo stato emotivo degli allievi e rispondere nella maniera adeguata in modo da avere un effetto positivo sull’apprendimento. Ma con la formazione a distanza tale aspetto viene completamente a mancare”.
Il sistema realizzato per iDorm2, ha concluso, “potrebbe aiutare così a raccogliere le informazioni emozionali per sviluppare i profili degli allievi e fornire quindi un servizio di formazione più simile a quello che si realizza nelle aule, dove c’è un contatto diretto e un’interazione anche emotiva fra alunni e insegnanti”.

Per altre informazioni sul prototipo iDorm2, consultare il sito:
http://iieg.essex.ac.uk/general.htm

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