Catasto – ANCI: le scelte dei Comuni per la gestione catastale

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E’ entrata in vigore dallo scorso 3 ottobre la possibilità del trasferimento delle funzioni catastali per i Comuni con popolazione non inferiore ai 40mila abitanti (in forma singola o associata), previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 luglio scorso. In merito, ANCI ha presentato, nel corso della Conferenza Stampa tenuta lo scorso 3 ottobre nella propria sede in Via dei Prefetti 46 a Roma, un quadro delle scelte preannunciate da oltre un migliaio di Comuni tra quelli che hanno partecipato agli incontri ANCI organizzati sul territorio. I dati emersi sono stati elaborati per dimensione demografica degli Enti, per Regione e per area geografica. Un monitoraggio ad hoc è stato poi realizzato su tutti i Comuni capoluogo di provincia.

Alla conferenza stampa hanno preso parte Flavio Zanonato Sindaco di Padova e Delegato ANCI per Lavori Pubblici, Infrastrutture, Urbanistica e Catasto, Osvaldo Napoli Presidente di Ifel, Istituto per la finanza e l’economia locale, Angelo Rughetti Segretario Generale ANCI e Presidente di Ancitel S.p.A. e Paolo Teti, Amministratore Delegato di Ifel.

“C’è la voglia da parte dei Comuni di essere i proprietari delle leve che consentono di manovrare le scelte territoriali e le scelte fiscali dei loro territori. E’ un desiderio che l’ANCI aveva da sempre percepito, oggi ne abbiamo una dimostrazione concreta”. Così si è espresso il Segretario Generale ANCI e Presidente di Ancitel, Angelo Rughetti, commentando i dati del monitoraggio.

“E’ una riforma che l’ANCI inseguiva da circa un decennio – ha detto Rughetti – l’obiettivo era quello di rafforzare il legame tra i Comuni e il territorio attraverso le leve della fiscalità locale su tutto il sistema patrimoniale”. E il Segretario Generale, ha presentato i fattori di novità introdotti dalla riforma: “le conseguenze che questa scelta positiva può comportare sono quelle di una maggiore efficienza e una conseguenza di carattere economico-finanziario legata all’evasione fiscale”.

Una particolare analisi meritano anche le realtà più piccole: “i Piccoli Comuni – ha spiegato Rughetti – per legge sono titolari della funzione catastale, tuttavia possono esercitarla a una condizione, a patto che, insieme ad altri Comuni, raggiungano un bacino di utenza di 40mila abitanti”. Dalle numerose risposte al questionario ANCI arrivate dai Piccoli Comuni è emersa la loro grande voglia di partecipazione. “E’ un dato che aprirà una riflessione ulteriore tra l’ANCI e il Governo – ha commentato Rughetti – perché se quella dei 40mila abitanti restasse una soglia rigida, non potrebbe non rappresentare un forte limite per i Comuni”.

Dal sindaco di Padova e Delegato ANCI per Lavori Pubblici, Infrastrutture, Urbanistica e Catasto, Flavio Zanonato è giunta una spiegazione delle ragioni che spingono i Comuni a gestire direttamente il catasto. “I dati del monitoraggio effettuato dall’ANCI – ha detto – dimostrano che ai Comuni interessa la gestione catastale perché è quella la base conoscitiva su cui si costruiscono le politiche del territorio, dell’ambiente e dell’urbanistica, e perché sono sempre stati i Comuni i principali protagonisti nella costruzione e realizzazione di questa base di dati. I Comuni, quindi, – ha concluso – hanno da sempre chiesto il controllo sul catasto proprio con la finalità di sviluppare le politiche del territorio”.

L’Amministratore Delegato Ifel Paolo Teti ha invece presentato l’Action Plan catasto, i principali risultati dell’attività a supporto dei Comuni. “Le attività previste dell’Action Plan – ha ricordato – sono il sito, l’help desk e la formazione. Il sito sul decentramento catastale – ha annunciato – sarà per i Comuni uno strumento di lavoro aggiornato che li accompagnerà fino al 15 luglio 2009″.

Nel suo intervento, il Presidente Ifel Osvaldo Napoli ha invece evidenziato quelle che saranno le funzioni dell’Istituto che avrà il compito di accompagnare gli enti alla effettiva assunzione ed esercizio delle funzioni attraverso azioni formative di tipo tecnico e amministrativo.

“L’Ifel – ha detto – metterà in campo azioni di supporto consulenziale (assistenza on line – risposte ai quesiti, raccolte normative aggiornate), azioni di monitoraggio (censimento di best practices e illustrazione dei modelli comunali più riusciti nella gestione delle funzioni in esame), mappatura aggiornata dei bacini costituiti e indicazioni sulle possibili integrazioni territoriali.

Ai Comuni sarà anche fornita assistenza tecnica finalizzata alla messa a punto di processi di integrazione delle basi dati relative alla fiscalità locale e governo del territorio, e infine sarà effettuato un monitoraggio sull’evoluzione normativa: informativa sugli atti regolamentari attuativi delle norme di settore”.

Per altre informazioni, consultare il sito web:
http://www.anci.it/index.cfm

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