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Senza tasselli ne’ chiodi

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Per chiunque abbia un minimo di esperienza negli interventi di riqualificazione energetica il vero incubo sono i ponti termici e le possibili soluzioni di continuità che possono verificarsi nel manto protettivo (sia a parete sia sugli elementi di copertura) a causa di posa imprecisa o per pratiche superate o inadatte.

Il secondo problema  altrettanto conosciuto riuscire a garantire (anche tenendo in considerazione le recenti disposizioni normative sull’acustica) oltre all’isolamento termico anche un efficace isolamento acustico, ovviamente mantenendo il pacchetto isolante nel minore spessore possibile.

Gli elementi in pannelli, di comune impiego, riescono a raggiungere questi requisiti, quando posati da squadre capaci e specializzate; l’impiego di soluzioni innovative, basate su pannelli arrotolati a tutta altezza, consentono di affrontare però in maniera più strutturata queste problematiche, soprattutto quelle relative alla posa (le squadre possono anche essere meno esperte).

Interessante in questo senso, la soluzione proposta da Isover con il suo Isover Goal G3 touch, pensato per isolamento termico e acustico delle pareti in intercapedine; realizzato in fibre minerali, il pannello, rispetto a soluzioni in polistirene estruso, riesce a esplicare una maggiore funzione isolante, dato che il principio di funzionamento si basa sulla creazione di piccolissime camere d’aria fra le fibre che garantiscono un isolamento termico molto elevato (Conducibilità termica dichiarata λD 0,032 W/(mK)).

Decisamente innovativa la soluzione proposta per la posa e il fissaggio del pannello (che ricordiamo è a tutt’altezza, a proposito di eliminazione di ponti termici): l’impiego di una colla biadesiva (Isover Spray) consente di incollare il pannello al muro senza l’impiego di soluzioni invasive per la continuità del pannello stesso (tasselli, chiodi), con una continuità adesiva molto maggiore di quella garantita anche da malte e colle di fissaggio tradizionali.

Nei cantieri moderni, stretti sempre tra qualità in opera e necessità di comprimere al massimo i tempi di costruzione, sarà senz’altro apprezzata la velocità di posa che tale soluzione garantisce, assieme ad un’altro importante vantaggio: un bancale di Isover Goal corrisponde a due bancali e mezzo dello stesso pannello disteso, il che significa, minori costi di movimentazione, semplicità di stoccaggio in cantiere e, non dimentichiamocelo (soprattutto per cantieri in zone urbane ad elevata densità di traffico) minore impatto sul traffico e meno inquinamento.

L’ecocompatibilità è un ulteriore vantaggio, in tempi di certificazioni LEED sempre più diffuse (ormai un obbligo per chi voglia realizzare edilizia di qualità): i pannelli Isover Goal G3 sono realizzati impiegando l’80% di vetro riciclato, legati da una resina termoindurente, il cui formulato abbina componenti organici e vegetali, minimizzando le emissioni nell’aria di sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili.

Risultato pratico? Crediti in vista dell’assegnazione della  Certificazione LEED dell’edificio.

Isover Goal G3 touch: dati tecnici

Conducibilità termica dichiarata λD 0,032 W/(mK) EN 12667 CE
Classe di reazione al fuoco Isover Goal G3 touch F – EN 13501-1 CE
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo μ Isover Goal G3 touch 9.000* – EN 12086 CE
Assorbimento d’acqua a breve periodo ≤ 1 kg/m2 EN 1609 CE
Tolleranze dimensionali: lunghezza ± 2% % EN 822 CE
Tolleranze dimensionali: larghezza ± 1,5% % EN 822 CE
Tolleranze dimensionali: spessore T2 mm EN 823 CE
Squadratura ≤ 5 mm/m EN 824 CE
Planarità ≤ 6 mm EN 825 CE
Stabilità dimensionale ≤ 1 % EN 1604 CE




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