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Prodotti e sistemi drenanti per il consolidamento idrogeologico

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Il consolidamento idrogeologico del nostro territorio è certamente uno degli aspetti più difficoltosi dell’attività di un’impresa perché spesso va affrontato in breve tempo e in condizioni di emergenza, basti pensare ai numerosi eventi franosi o in generale di dissesto del territorio che si registrano regolarmente ad ogni evento atmosferico di una certa rilevanza e che richiedono tempestività ed efficacia nell’azione di contenimento degli effetti. E’ chiaro anche che un aspetto purtroppo molto trascurato per tanti anni è stata proprio la prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico cui, anche grazie ad ingenti sovvenzioni della comunità europea, si sta cercando di rimediare nel corso dell’ultimo quinquennio, purtroppo non sempre con successo.

Anche in questo settore l’evoluzione della ricerca ha permesso di approntare prodotti specifici di grande effetto pratico, in grado di semplificare il metodo di applicazione e ridurne decisamente le tempistiche, se paragonate alle realizzazioni classiche di sistemi drenanti in ghiaia-tubo-tessuto. Sono da intendersi in questo senso le trincee prefabbricate ad elevato effetto drenante (ad esempio quelle realizzate dall’azienda reggiana Borghi Azio e chiamate Gabbiodren®) che vengono appunto utilizzate con lo scopo di stabilizzare e drenare aree non urbanizzate considerate a rischio frana o smottamento così come per proteggere zone abitate o aree industriali o per realizzare un drenaggio efficace in ambito agricolo. Anche in quest’ultimo caso è fondamentale garantire la tenuta del terreno e lo smaltimento efficace dell’acqua piovana da parte del campo coltivato sia per la salvaguardia delle colture che per la sicurezza dei mezzi agricoli in transito.

 

Il pannello prefabbricato di Borghi Azio è fatto da una griglia metallica in filo di acciaio zincato a maglie larghe esagonali che agisce da involucro di contenimento. Al suo interno sono posti gli elementi di polistirolo espanso (con densità non minore di 10 Kg/mc e dimensioni minime di 10×20 mm) che costituiscono nel loro insieme il nucleo drenante vero e proprio, grazie al comportamento chimicamente inerte a contatto con l’acqua. La massa di polistirolo è rivestita da materiale geotessile che ha funzione di contenimento e filtro. Come accessorio aggiuntivo è previsto anche l’utilizzo di una guaina in plastica, di polietilene, da collocare alla base dei pannelli che ha la duplice funzione di favorire lo scorrimento dell’acqua e di mantenere coesa la disposizione dei pannelli drenanti stessi. Essi vengono usualmente forniti dall’azienda produttrice in tre formati: 200x30x100 cm (LxWxH), 200x30x75 cm e 200x30x50 cm, per adattarli alle esigenze dell’ambito di intervento.

Quando questo tipo di pannelli viene applicato nei casi pratici, anche per il drenaggio diffuso ovvero con la posa su più linee parallele su uno stesso pendio a rischio di smottamento, si parla di trincee drenanti a gravità che hanno appunto lo scopo di consolidare terreni a scopo di prevenzione del dissesto idrogeologico oppure per stabilizzare frane superficiali aperte fino ad un massimo di 6 o 7 metri di profondità. Come detto, mediante la posa di questi pannelli si possono realizzare una o più linee di trincee drenanti, interne al terreno, ad elevata permeabilità sulle quali cioè è possibile convogliare e far scivolare via molto rapidamente l’acqua in eccesso. Oltre alla riduzione dell’acqua in eccesso, questo sistema sfrutta efficacemente la differenza di pressione tra il materiale artificiale posato ed il terreno stesso; questo differenziale aiuta infatti a ridurre in modo significativo gli effetti causati dall’aumento di pressione dovuto alla penetrazione dell’acqua nel sottosuolo. Tradotta in pratica, si tratta di un azione migliorativa che ricade direttamente sulle caratteristiche geotecniche del terreno il quale, artificiosamente grazie ai pannelli drenanti, migliora decisamente la resistenza di taglio in relazione alle tensioni crescenti cui viene sottoposto in caso di abbondante afflusso d’acqua di origine meteorica.

Sono parecchi i campi applicativi di questo interessante sistema, dall’applicazione su versanti franosi, anche attivi, alla stabilizzazione di smottamenti già avvenuti oppure in campo edilizio per proteggere gli edifici e le strutture in genere da eventuali crescite della falda sottostante, in agricoltura, come già accennato, per stabilizzare terreni e campi coltivati e in generale per il drenaggio di aree verdi, di impianti (e.g. parchi fotovoltaici), di opere di sostegno lungo le strade, come muri di contenimento o palificate e infine, come opera molto particolare, per favorire il drenaggio delle acque sulle piste da sci. Fra i vantaggi applicativi in assoluto quello che appare più evidente è la riduzione del peso di questi pannelli prefabbricati rispetto al metodo classico che ricorre in prima battuta all’uso della ghiaia. Questo ovviamente comporta riduzione dei costi di trasporto, maggiore maneggevolezza e semplicità di lavorazione, aspetto certamente non trascurabile quando si deve lavorare su frane attive o luoghi particolarmente impervi. Oltre a questo garantisce una maggiore sicurezza nelle operazioni di cantiere perché vengono di fatto eliminate le lavorazioni all’interno della trincea visto che i pannelli sono assemblati e calati dall’esterno ed infine, non ultimo come si usa dire, è il suo minor impatto fisico sui versanti rispetto ai metodi classici di drenaggio: soli 35 kg/mc di peso assicurano un effetto certamente meno  invasivo del metodo ghiaia-tubo-tessuto.

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