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Opere in cantiere: il CSE deve informarsi sempre dello stato dell’arte

La Cassazione si esprime sugli obblighi del coordinatore per l’esecuzione (CSE), su tutti: quello di tenersi informato sullo sviluppo delle opere in cantiere

obblighi CSE
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Con la sentenza 2 luglio 2015, n. 28132, la Sezione IV Penale della Corte di Cassazione si sofferma su una interessante questione relativa alla individuazione degli obblighi di controllo gravanti sulla figura del coordinatore per l’esecuzione (CSE), in particolare precisando che tra gli stesi rientra anche quello di tenersi informato in ordine allo sviluppo delle opere in cantiere.
La vicenda processuale segue la sentenza di condanna pronunciata nei confronti dell’imputato per avere cagionato, per colpa, la morte di un operaio edile, a seguito di una caduta nel corsi di lavori di demolizione della muratura di un fabbricato sopra una scala a circa sei metri di altezza.
La colpa è stata individuata nella negligenza, imperizia e imprudenza e in particolare, nell’avere l’imputato, essendo coordinatore per l’esecuzione dei lavori, omesso di verificare l’applicazione delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro.
Nel ricorso per cassazione, l’imputato rifiutava gli addebiti, sostenendo che la vittima aveva iniziato a lavorare la mattina stessa del sinistro ed egli non ne era stato messo al corrente, pertanto, non avrebbe potuto prevedere che quel giorno ci sarebbe stato in cantiere un operaio. Inoltre, rilevava che l’appaltatore aveva omesso di avvisarlo che quel giorno sarebbero iniziati lavori sulla parte esterna dell’immobile e che sarebbero stati pertanto nuovamente presenti in cantiere gli operai.
La Cassazione con riferimento al caso concreto, ha osservato che tra gli obblighi di controllo gravanti sulla figura del coordinatore dell’esecuzione rientra anche quello di tenersi attentamente informato circa lo sviluppo delle opere in corso, controllando, in ciascuna fase ed in specie per quelle in cui siano individuati specifici rischi, la predisposizione in modo adeguato delle necessarie misure di sicurezza, ancorché alla stregua di una funzione di alta vigilanza alla quale è estranea una costante e assidua presenza in cantiere.
La sentenza della S.C. riveste un particolare interesse in quanto contribuisce a determinare il perimetro applicativo degli obblighi gravanti in capo al CSE, specificandone in maniera puntuale uno di essi, quale è l’obbligo di informarsi sullo sviluppo dei lavori in cantiere al fine di evitare che situazioni di pericolo non conosciute possano esporre al rischio infortunio i soggetti operanti in cantiere.
In materia esistono dei precedenti giurisprudenziali, poiché i giudici di merito hanno fatto applicazione di un principio già affermato dalla Cassazione. Secondo tale principio, non può dubitarsi che tra i molteplici doveri imposti dalle norme contenute nel Testo unico per la sicurezza del lavoro di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 a carico del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, rientra anche quello di tenersi attentamente informato circa lo sviluppo delle opere in corso, controllando, in ciascuna fase ed soprattutto per quelle in cui siano individuati specifici rischi, la predisposizione in modo adeguato delle necessarie misure di sicurezza, configurandosi a carico di questi una posizione di garanzia tutt’altro che formale e limitata alla astratta previsione dei presìdi e delle procedure di sicurezza da osservare, ma sostanziale e stringente, dovendosi la stessa, in particolare, spingersi alla verifica della corretta e concreta osservanza delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e adeguarsi al procedere dei lavori, ancorché alla stregua di una funzione di alta vigilanza alla quale è estranea una costante e assidua presenza in cantiere.
Diverso sarebbe ove al contrario il coordinatore avesse precisa contezza, per averne avuto comunicazione dallo stesso appaltatore, di una sospensione sine die dei lavori e la loro ripresa fosse da imputare a improvvisa e inopinata iniziativa dello stesso appaltatore e/o del suo dipendente (v., in tal senso: Cass. pen., Sez. IV, n. 7960 del 5 febbraio 2015, F., inedita), ciò che però non risultava nel caso preso in esame dalla Cassazione.

Massima
Tra gli obblighi di controllo gravanti sulla figura del coordinatore dell’esecuzione rientra anche quello di tenersi attentamente informato circa lo sviluppo delle opere in corso, controllando, in ciascuna fase ed in specie per quelle in cui siano individuati specifici rischi, la predisposizione in modo adeguato delle necessarie misure di sicurezza, ciò in quanto a carico del medesimo grava una posizione di garanzia tutt’altro che formale e limitata alla astratta previsione dei presìdi e delle procedure di sicurezza da osservare, ma sostanziale e stringente, dovendosi la stessa, in particolare, spingersi alla verifica della corretta e concreta osservanza delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e adeguarsi al procedere dei lavori, ancorché alla stregua di una funzione di alta vigilanza alla quale è estranea una costante e assidua presenza in cantiere.

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