Le eccellenze italiane nel mondo: Cimolai e le sue costruzioni in acciaio | Edilone.it

Le eccellenze italiane nel mondo: Cimolai e le sue costruzioni in acciaio

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Per chiunque si occupi di cantieristica e di costruzioni, parlare di questa azienda equivale ad occuparsi di una squadra da champions league per chi si occupa di calcio. Cimolai rappresenta da diversi anni una delle aziende di punta del settore delle costruzioni in acciaio e, soprattutto nel corso degli ultimi 10 anni, ha ottenuto importanti risultati in tutto il mondo con realizzazioni di assoluto valore. Basti pensare che il marchio è presente ormai in tutto i continenti con manufatti che vanno dall’edilizia come la torre dello sport di Doha in Qatar o l’auditorium di Tbilisi in Georgia, agli stadi, tanto per restare in tema calcistico, per i quali il contributo dell’azienda friulana si registra in tutte le ultime grandi manifestazioni UEFA e FIFA, come lo stadio di Johannesburg per i mondali 2010 o quello inaugurato lo scorso anno a Brasilia per la imminente manifestazione 2014, ai quali si è intervallata la realizzazione dello stadio di Varsavia per gli europei di calcio 2012 organizzati da Polonia e Ucraina. Magnifici anche gli esempi degli stadi Aviva di Dublino e Millenium di Cardiff, un tempio assoluto del rugby, che ha visto disputarsi la recentissima partita del torneo 6 Nazioni fra Galles e Italia.

Un altro campo nel quale Cimolai ha dimostrato le proprie enormi capacità è rappresentato dalla costruzione dei ponti e viadotti in acciaio dove, pur ricordando il ponte mobile di Bordeaux inaugurato l’anno scorso, il viadotto sul Gran Canal Maritime di Le Havre o i magnifici ponti Woodall Rodgers di Dallas e Della Pace di Tbilisi, non si può non guardare a casa nostra citando i ponti di Calatrava sulla A1 all’altezza di Reggio Emilia o il Viadotto di Corso Argentina per il nodo viario di Padova Est. Per completezza di informazioni vanno ovviamente citate anche le altre attività del gruppo, meno attinenti alla cantieristica che sono quelle legate alla costruzione degli scafi in acciaio per le grandi navi e alla difesa militare.

 

 

 

Il gruppo sta incrementando ulteriormente la propria attività internazionale con lavori in corso d’opera fra i quali è doveroso ricordare i nuovi sistemi di paratoie mobili nel Canale di Panama e del Mose a Venezia, le colonne da ben 175 metri della nuova Torre Intesa-San Paolo a Torino, l’Hub di 60 metri di altezza del nuovo World Trade Center di New York, oltre a ponti e viadotti, quali il terzo ponte sul fiume Orinoco, 4.160 mt a Caicara in Venezuela, un sistema di quattro viadotti ferroviari in Algeria o il nuovo impalcato del Ponte Bayonne che collega la città del New Jersey a Staten Island, New York, ancora oggi uno dei ponti ad arco in acciaio più grandi del mondo.

 

 

 

Una delle opere più particolari per la quale riteniamo necessaria una importante digressione è tuttavia rappresentata dal “Nuovo Sistema di Contenimento” del reattore nucleare che Cimolai sta contribuendo a realizzare in Ucraina, nell’ambito di un consorzio (Novarka) di imprese internazionali capeggiato da Vinci e compartecipato dall’altra francese Bouygues, alla purtroppo famosissima centrale di Chernobyl. Si tratta di un progetto da oltre 400 milioni di euro finanziato direttamente dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD) partito nel 2010 e che dovrebbe essere completato entro la fine del 2015. Il sistema di contenimento, definito con l’acronimo NSC (New Safe Confinement) è un’opera indispensabile per la messa in sicurezza, si spera, definitiva della centrale ucraina e si tratta di un’enorme struttura ad arco che verrà sovrapposta al contenitore già esistente ritenuto non più efficace per evitare l’eventuale percolazione di sostanze contaminate.

 

 

Si tratta di un progetto imponente con aspetti realizzativi di estrema criticità data la vicinanza ad un sito ancora notevolmente contaminato. L’opera sarà praticamente costituita da un enorme arco in acciaio, sulla grandezza del quale solo i numeri riescono probabilmente a rendere l’idea: base di 257 metri, lunghezza di 162, altezza 108, per 23.000 tonnellate di peso ed una superficie complessiva di poco meno di 40.000 metri quadri, per una struttura che sarebbe in grado di contenere perfettamente la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, ad esempio.

 

L’opera consiste in un grande reticolo di elementi tubolari in acciaio che poggiano su travi longitudinali in calcestruzzo armato. L’opera una volta completata peserà oltre 30.000 tonnellate e verrà posizionata nel corretto alloggiamento mediante un sistema di sei torri di sollevamento. L’area di assemblaggio non si trova infatti nel luogo definitivo in cui verrà ubicato l’arco, ma a circa 200 mt di distanza, per rendere più semplici le operazioni di montaggio, ma soprattutto per minimizzare ogni rischio di esposizione alle radiazioni da parte degli operai e dei tecnici, sicurezza alla quale contribuisce anche la presenza di una parete di cemento armato a protezione del cantiere.

 

Come detto, il consorzio Novarka, guidato da Vinci Costruction e da Bouygues, ha vinto questo appalto nell’ormai lontano 2007 ed ha progressivamente subappaltato una parte dei lavori ad aziende locali e alla nostra Cimolai, che sta realizzando gli elementi prefabbricati dell’intero arco in acciaio qui in Italia, trasportandoli poi progressivamente in Ucraina in funzione dello sviluppo del progetto. A lavori completati, il sistema di contenimento sarà in grado di resistere alla forza di un tornado e benficerà di un sofisticato sistema di ventilazione che ridurrà al minimo i rischi di corrosione della struttura, evitando qualsiasi tipo di esposizione radioattiva ai lavoratori del sito.

 

 

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