La lunga marcia di Mose | Edilone.it

La lunga marcia di Mose

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Prima ha camminato su grandi ruote, poi è salito in ascensore e, infine, ha nuotato fino alla sua nuova casa.

Non parliamo di nessun essere mitologico, ma, ben più concretamente, del primo cassone di soglia del Mose che, nella notte fra il 29 e il 30 novembre, è stato collocato nella sua posizione definitiva nella Bocca di Lido.

Il semplice suo trasporto, viste le dimensioni colossali, è stata una notevole sfida ingegneristica: la prima parte del tragitto è avvenuta su rotaia e ha coinvolto una serie di martinetti oleodinamici per i sollevamenti e il posizionamento successivo su un superascensore Rolls Royce (proprio i produttori delle macchine che hanno messo in campo l’ascensore più grande al mondo per quest’operazione) che ha gestito il varo vero e proprio nelle acque della laguna.

Il cassone, quindi, si è trasformato in un’immensa nave senza motori ed è stato trainato da quattro robusti rimorchiatori da porto fino alla sua collocazione definiva alla bocca di porto di lido, dove è stato letteralmente affondato, appoggiandosi come previsto sul fondo del canale, nella trincea appositamente predisposta.

Il cassone fa parte, come detto, del Mose, il sistema che viene realizzato per la difesa di Venezia e della laguna dalle acque alte, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal suo organo tecnico Magistrato alle Acque di Venezia. Secondo quanto previsto dalla Legislazione speciale per Venezia, la realizzazione sistemica e integrata del Piano di interventi per la laguna è affidata al Consorzio Venezia Nuova, che è formato da imprese nazionali e locali.


:: 20.000 tonnellate in movimento su una batteria di rotaie ::


:: Una volta raggiunta la collocazione prevista all Bocca di Lido il cassone viene affondato ::

Il sistema consiste in quattro barriere mobili poste alle bocche di porto, i varchi che connettono la laguna con il mare Adriatico, che entreranno in funzione solo in presenza di alte maree che possano provocare un allagamento del territorio, rimanendo invisibili nei fondali per tutto il resto del tempo

Due barriere di paratoie mobili verranno installate alla bocca di porto del Lido, una a Chioggia e una a Malamocco. La bocca di Lido oltre ad essere ampia 800 metri, il doppio delle altre due, presentava due canali (Lido Treporti a nord e Lido San Nicolò a sud) con profondità diverse. Per questo è stato necessario prevedere due barriere mobili che saranno collegate da un’isola intermedia, che sorge nel punto naturale di confluenza dei due canali.

Mostri sommersi prefabbricati

Il cassone che è stato posato lo scorso 30 novembre proviene dall’enorme campo di prefabbricazione di 140.000 metri quadri collocato nei pressi del cantiere della Bocca di porto di Malamocco; qui verranno costruiti tutti i 18 cassoni, 14 di soglia e 4 di spalla, che verranno collocati alla Bocca di Malamocco e alla Bocca di Lido-San Nicola.


:: Il campo di prefabbricazione ospita 18 cassoni in vari stadi di avanzamento ::

I numeri sono, come del resto per tutto il Mose, titanici: i cassoni pesano mediamente 20.000 tonnellate e hanno una superficie di base compresa tra 2000 a 3000 metri quadri con pareti spesse, a seconda dello stato di sollecitazione da sopportare fra 25 a 50 cm. La grande geometria dei cassoni ha condizionato tutte le scelte costruttive a partire da quelle dei casseri: le solette di fondo, per garantire le caratteristiche di resistenza richieste, vengono sono state gettate in un’unica soluzione e richiedono quindi un getto continuativo di 15/18 ore.

Si è anche dovuta tenere in considerazione l’elevata densità delle armature che può raggiungere i 500 kg di ferro d’armatura per metro cubo di calcestruzzo; anche la media è molto importante: 300-350 kg di ferro al metro cubo. Il cassero di fondo è stato realizzato per consentire un recupero parziale del materiale dopo 7 giorni dal getto per spostarlo su quello successivo dato che le solette, oltre al peso proprio, devono portare anche quello del cassone, obbligando a scasserare la soletta di fondo solo dopo la realizzazione delle strutture in elevazione e della soletta superiore.

Data la dimensione del cassero, questo è stato suddivio in aree cromatiche diverse: gialle (la base delle celle) e nere (reticolo getti in elevazione), per consentire ai carpentieri di muoversi più agevolmente nella gestione delle strutture provvisionali. I pannelli neri, visto l’elevato carico gravante, sono stati allestiti impiegando un sistema di puntellazione con portata di 100 kN.

78 sentinelle per Venezia

La funzione di protezione di Venezia dall’acqua alta è però garantita da una serie di paratie mobili, collocate alle tre bocche di porto (Lido, Malamocco, Chioggia), che separano temporaneamente la laguna dal mare in caso di alta marea. Ci sono 78 paratoie divise in 4 schiere: alla bocca di porto di Lido, che è quella più grande, saranno poste in opera due schiere di paratoie, rispettivamente di 21 e 20 elementi, collegate da un’isola artificiale. 19 paratoie verranno installate a Malamocco e 18 a Chioggia.

Le paratoie sono elementi metallici scatolari (larghezza 20 metri, lunghezza variabile da 18,5 a 29 metri e spessore da 3,6 a 5 metri) connessi, mediante due cerniere che ne consentono il movimento, ai cassoni di alloggiamento in calcestruzzo. Le cerniere sono in acciaio e sono composte da un elemento maschio (altezza 3 m, peso 10 tonnellate) collegato alla paratoia, da uno femmina (altezza 1,5 m, peso 25 tonnellate) che viene collegato al cassone di alloggiamento e da un elemento di aggancio che rende solidali il maschio e la femmina.


:: Le grandi paratie metalliche che proteggeranno Venezia dall’acqua alta ::

Quando la marea è normale, le paratoie rimangono nei loro alloggiamenti piene d’acqua, in caso di alta marea (superiore ai 110 cm), l’acqua viene espulsa immettendo aria compressa e in questo modo si sollevano, ruotando sull’asse delle cerniere, fino a emergere per fermare la marea entrante in laguna. Il tempo necessario alla completa chiusura delle bocche è di circa cinque ore; una volta finita la condizione di emergenza, si riempiono le paratoie di nuovo d’acqua, riportandole in sede, sul fondo del canale.

La navigazione e l’attività del Porto di Venezia saranno garantite anche quando paratie saranno sollevate: alla bocca di porto di Malamocco infatti è stata prevista un’apposita conca di navigazione per il transito delle grandi navi, mentre alle bocche di Chioggia e Lido saranno attive conche di navigazione per il ricovero e il transito dei mezzi di soccorso.

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