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La difficile arte del foro

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Consentono di intervenire in maniera veloce, sicura e puntuale per correggere errori di progettazione o per realizzare scassi già correttamente previsti in fase di progetto per ospitare impianti di vario tipo: sono le carotatrici (siano esse portatili o stazionarie con colonna di sostegno, anche inclinabile), attrezzature estremamente versatili che, lavorando sia a secco sia a umido, sono costituite da un corpo motore (elettrico o a scoppio) e da una corona diamantata realizzata da un cilindro in acciaio che si innesta sul corpo motore e da una serie di denti diamantati, il cui numero deve variare in funzione del materiale da forare. Le carotatrici a secco sono quasi esclusivamente quelle portatili e vengono utilizzate per forare laterizi, mattoni forati, calcestruzzi alleggeriti; quelle a umido, prevedono il convogliamento di acqua sulla zona da forare in modo da abbattere le polveri di lavorazione e vengono utilizzate per forare su materiali particolarmente duri come le pietre naturali, il calcestruzzo o il calcestruzzo armato. Per le carotatrici, sia a secco sia a umido, i diametri di corona variano fra 20 e 300 mm, mentre le lunghezze vanno da 80 a 300 mm. Ma ora vediamo dove servono e come sceglierle.

Dove servono le carotatrici

Difficilmente potremmo trovare un cantiere in cui una carotatrice potrebbe non avere applicazioni: esempi tipici sono la realizzazione di fori, passanti o non, necessari ad installare impianti elettrici o idrotermosanitari, ma anche fori passanti dovuti a variazioni delle caratteristiche di progetto in corso d’opera. Applicazioni particolari, sono quelle che riguardano interventi di fori multipli per il posizionamento dei ferri di ripresa di armature per pilastri erratamente posizionati per errori di interpretazione dimensionale del progetto o esecuzione di fori per il drenaggio dell’acqua in eccesso sulle pareti di gallerie o su muri di sostegno controterra o, ancora, la creazione di un passaggio tecnico per mettere in collegamento due cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Vantaggi? Pulizia assoluta del foro, velocità operativa, assenza di polveri sospese (per quelle a secco vengono aspirate da appositi accessori), taglio contemporaneo, nel caso si lavori sul cls armato, del cemento e dell’armatura, nessuna vibrazione trasmessa all’operatore anche nel caso di lavorazioni lunghe o particolarmente impegnative. Si risparmia inoltre sulla manodopera dato che i fori possono essere eseguiti da un singolo operatore, in assoluta sicurezza dato che ormai tutte le moderne carotatrici sono equipaggiata da dispositivi di tutela della sicurezza elettrici (interruttori differenziali e disgiuntori) e meccanici (frizione di sicurezza, limitazioni di spunto).

Un aiuto alla scelta

Tra le caratteristiche che l’utilizzatore dovrebbe privilegiare in vista della scelta della macchina da acquistare, la sicurezza gioca un ruolo di primo piano: verificate la presenza e l’aggiornamento tecnologico di dispositivi di tutela dell’operatore come le frizioni di sicurezza e le protezioni termiche contro i sovraccarichi. Controllate poi il sistema di foratura nel suo complesso, soprattutto dal punto di vista degli accessori disponibili; non possono mancare ovviamente guide, supporti, dispositivi per l’aspirazione fumi (carotatrici a secco) o per il recupero e lo stoccaggio dell’acqua. Anche la gamma di corone a disposizione va attentamente valutata (sia per i diametri disponibili sia per la qualità dei materiali impiegati e il numero e il disegno dei denti), così come la disponibilità e la qualità dei sistemi di raffreddamento delle corone stesse (ad aria nelle carotatrici a secco, ad acqua in quelle a umido).

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