Incidente nel cantiere edile? Ecco chi è responsabile per la Cassazione | Edilone.it

Incidente nel cantiere edile? Ecco chi è responsabile per la Cassazione

La gestione della sicurezza sul lavoro nei cantieri è un tema sempre all'attenzione della Cassazione, che questa volta si è trovata davanti ad un caso molto difficile. Vediamolo

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Con il caso affrontato, la Cassazione si è di nuovo espressa sul tema della responsabilità penale per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro all’interno di un cantiere edile, nel quale terzi estranei al cantiere hanno subito gravi danni.

In particolare, il crollo di una gru a torre per un franamento del fronte di scavo su di un edificio prospiciente avrebbe provocato delle lesioni agli occupanti dello stabile.

A seguito dell’incidente, venivano indagati e rinviati a giudizio per i reati di crollo colposo, lesioni personali colpose e varie violazioni delle norme di cui al D.Lgs. 81/2008 (testo unico della sicurezza) i legali rappresentanti ed il direttore tecnico non solo della ditta che aveva prodotto la gru, ma anche i legali rappresentanti delle ditte che avevano eseguito i lavori edili in cantiere, nonché il legale rappresentante della ditta proprietaria e committente dei lavori, il progettista e direttore dei lavori.

 

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La vicenda è molto complessa per la pluralità di soggetti, con titoli diversi, ritenuti responsabili, tuttavia la Cassazione ha ritenuto responsabili solo alcuni dei soggetti a cui erano stati ascritti i reati, sottolineando le caratteristiche specifiche della responsabilità penale nei cantieri.

In buona sostanza, la Cassazione conferma la responsabilità penale del progettista e del direttore dei lavori, nonché dei legali rappresentanti delle ditte che avevano eseguito i lavori edili e assolve, per non aver commesso il fatto gli altri imputati e nel fare ciò dichiara alcuni principi di rilievo.

A fronte della contestazione da parte dell’incaricato dell’esecuzione delle opere edili sulla sua posizione di garanzia, la Cassazione ha dichiarato che, non importa il fatto che la sua presenza sia successiva alle opere di demolizione e scavo, nell’ambito delle quali si è verificato il crollo, perché pur non avendo ricevuto un incarico dal committente relativo a queste fasi, era emerso chiaramente che lo stesso avesse “di fatto” curato l’esecuzione delle opere di protezione nell’ambito dello scavo in concorso con le altre ditte formalmente incaricate dei lavori e, dunque, fosse anch’egli responsabile delle carenze in tema di sicurezza che erano state causa del crollo.

La Cassazione, quindi ribadisce il principio secondo cui ai fini dell’assunzione della posizione di garanzia, in tema di reati omissivi colposi, la sussistenza di questa posizione di garanzia non derivi necessariamente da una “investitura formale”, poiché è sufficiente un comportamento in concreto dell’agente dal quale si posa ricavare l’assunzione “di fatto” di una sostanziale posizione di garanzia rispetto al bene protetto.

Su questa linea di condotta si inserisce anche la responsabilità del soggetto il cui compito è stato quello di eseguire le opere di contenimento, poiché per quanto effettivamente antecedenti alla posa della gru, esse hanno avuto un rilievo causale rispetto all’evento del crollo, in quanto risultate inadeguate per la successiva posa della gru.

La Suprema Corte ribadiva, sul punto, il principio secondo cui, in base alla regola giuridica del neminem laedere, nell’esecuzione di opere edili devono essere adottate tutte le cautele necessarie a garantire la sicurezza non solo in relazione alla fase di esecuzione delle opere stesse, ma anche rispetto alle fasi successive, non potendo essere legittimo che l’esecutore lasci in condizioni di pericolo quanto da lui realizzato.

Per quanto riguarda la responsabilità del legale rappresentante, la Cassazione ne ha confermato la piena responsabilità, richiamando i principi generali individuati dalle Sezioni Unite in tema di determinazione del così detto soggetto “gestore” del rischio.

Rientra tendenzialmente nella sfera di responsabilità del preposto l’incidente che riguarda la concreta esecuzione della prestazione lavorativa; rientra nella sfera di responsabilità del dirigente (posizione intermedia) l’incidente che attiene al dettaglio dell’organizzazione lavorativa; rientra nella sfera di responsabilità del datore di lavoro (posizione apicale) l’incidente che attiene a scelte gestionali di fondo della società.

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