Il vetro laminato: un'evoluzione al passo con le esigenze dell'architettura moderna | Edilone.it

Il vetro laminato: un’evoluzione al passo con le esigenze dell’architettura moderna

wpid-20841_vetrolaminatotitolo.jpg
image_pdf

Il vetro laminato o stratificato fu concepito oltre 100 anni fa da un chimico francese, Edouard Benedictus, il quale pensò che inserendo fra due lastre di vetro un foglio di materiale plastico trasparente, il Polivinilbutirrato meglio noto come PVB, grazie all’azione combinata del calore (70°C) e della pressione, che avevano la doppia funzione di far uscire l’aria e di compattare i materiali fra loro, era possibile ottenere un composto ad altissima duttilità, che presentava oltretutto la proprietà molto peculiare di non frammentarsi in caso di rottura. Chiaramente questo prodotto si è evoluto grazie alla ricerca nel corso dei decenni successivi, che hanno portato via via ad aumentare il numero di stratificazioni ed alla scoperta che la laminazione incrementava in modo sostanziale sia l’isolamento acustico che la resistenza agli ultravioletti (il passaggio dei raggi UV si riduce addirittura del 99%) rispetto ad un vetro tradizionale, e chiaramente anche la resistenza alla rottura, alla base di produzioni anche non strettamente legate all’edilizia come quello dei parabrezza delle auto.

Oggi la ricerca, nel settore chimico soprattutto, ha permesso di individuare altri materiali da intercalare alle lastre di vetro in sostituzione del PVB. E’ il caso ad esempio del Sentry Glass Plus, un composto chimico sviluppato dalla multinazionale statunitense DuPont nell’ormai lontano 1998 per rispondere alla stringenti normative anti-uragano approvate in quegli anni in Florida. Venne così messa a punto dai ricercatori dell’azienda americana un nuovo composto chimico proprietario, che, a differenza del PVB e delle sue varianti, non comprendeva l’utilizzo di plasticizzante e che presentava una resistenza allo sforzo di taglio cinque volte superiore, ma soprattutto una rigidità 100 volte maggiore rispetto al PVB stesso. Questo nuovo prodotto non solo consentì a DuPont di conquistare il mercato della Florida con oltre un milione di metri quadri di vetro laminato venduto in pochi anni, ma anche di aprire la strada a soluzioni architettoniche fino ad allora impensabili per progettisti e costruttori.

Oltre alle notevoli qualità già descritte in termini di rigidità e resistenza a rottura che rispondono alle aspettative legate al comportamento del vetro quando viene utilizzato per le pavimentazioni o le coperture, vi è un aspetto altrettanto significativo legato alla riduzione del peso a parità di superficie totale, circa il 20-30% in meno rispetto al PVB, che implica maggiore semplicità in fase di trasporto e di  montaggio e la possibilità di avere strutture più leggere su superfici più grandi. Altra caratteristica peculiare di questo composto è la capacità di far aderire il vetro laminato direttamente ai metalli per cui è possibile creare attacchi e giunzioni di qualsiasi tipologia. Le altre qualità hanno permesso di ampliare notevolmente il campo applicativo di questo vetro sono ad esempio un basso indice di ingiallimento e una resistenza all’invecchiamento maggiore che hanno consentito l’utilizzo del SentryGlas Plus in regioni con climi ed escursioni termiche particolari; quindi la notevole stabilità dei bordi che ne permette l’uso per transenne e balaustre di stadi e palazzetti dello sport e infine l’altissima impermeabilità ai raggi ultravioletti fa si che sia diventato uno dei materiali più indicati per le coperture delle serre.

Andando ad analizzare qualche esempio pratico, si può vedere che dalla collaborazione di DuPont con le più note aziende manifatturiere del vetro a livello mondiale, sono stati sviluppati nel corso degli anni progetti e realizzazioni molto interessanti. Lo stesso più volte citato SkyWalk sul Grand Canyon ha una pavimentazione in vetro stratificato con SentryGlas Plus, realizzato in collaborazione fra DuPont e Saint Gobain, che ha uno spessore di soli 54 mm, mentre per garantire gli stessi parametri di resistenza alla rottura e rigidità un tradizionale PVB avrebbe richiesto 72 mm di spessore. Altra realizzazione di grande interesse riguarda la copertura in vetro di uno shopping centre a Toronto in Canada che DuPont ha realizzato questa volta collaborando con Pilkington. Come noto, le nevicate in questa regione sono usualmente copiose, per cui in fase di progettazione si è tenuto conto di un carico di neve di lunga durata di 3.1 kPa. Nonostante questo parametro particolarmente vincolante, il vetro di copertura ha potuto essere di soli 24 mm con tutti i vantaggi di trasparenza e di agevolezza di montaggio che ne sono conseguiti. Se abbiamo già rimarcato l’importanza di alcune caratteristiche tecniche fondamentali, non va dimenticato che altrettanto importante è il fatto che questo materiale abbia consentito nuove soluzioni con vetrate sempre più ampie. Prova ne sia, per fare un esempio molto interessante, la particolarissima realizzazione della Torre del Gas Natural a Barcellona, in cui vetri, installati dalla veneta Permasteelisa Group, oggi di proprietà giapponese, presentano una serie di forme trapezoidali combinate con lunghezze fino a 5 mt ciascuno.

L’altra particolarità di questo composto chimico è che, una volta inserito tra le lastre, rende possibile l’adesione diretta ai metalli. Il principale effetto pratico ottenuto è un ulteriore contributo al miglioramento del comportamento post-rottura, ma chiaramente anche quello estetico ne beneficia. Sono infatti possibili soluzioni architettoniche molto particolari riguardanti nuovi tipi di attacchi metallici o l’adesione diretta al vetro laminato di maglie metalliche, come ad esempio nello Shanghai Oriental Art Center, dove le coperture sono state realizzate con circa 16.000 mq di vetro laminato e maglie metalliche sovrapposte. Detto dell’importanza di questo tipo di vetro per le serre, ad esempio quella del Museo della Scienza di Barcellona, per il suo ottimo comportamento in condizioni climatiche particolari, grazie all’elevatissima impermeabilità ai raggi UV e alla grande resistenza ai cicli di caldo-freddo, completiamo l’esempio di realizzazioni con vetri laminati con SentryGlas Plus parlando di quelle che privilegiano la stabilità dei bordi, come le balaustre dello stadio del baseball di Philadelphia, USA o il parapetto a vetro stratificato di 465 mq totali e singoli pannelli alti 3 metri, che installato al 70° piano del Rockfeller Centre consente una veduta magnifica su tutta Manhattan ai visitatori.

Copyright © - Riproduzione riservata
Il vetro laminato: un’evoluzione al passo con le esigenze dell’architettura moderna Edilone.it