Il felice matrimonio fra legno e cemento | Edilone.it

Il felice matrimonio fra legno e cemento

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Unire i benefici del legno a quelli di una matrice minerale, legata con cemento; questa è l’idea maturata e ben diffusa nei Paesi del Nord Europa, da oltre 60 anni, sulla scorta della tradizione tecnica a progettuale delle abitazioni in legno in zone estremamente fredde.

I blocchi cassero di questo tipo vengono realizzati attraverso un processo di mineralizzazione del legno che viene poi formato (tramite una normale blocchiera) in elementi solidi per la realizzazione di pareti portanti e tamponamenti.

La tecnologia è stata importata in Italia da Isotex e consente di realizzare pareti portanti, interne ed esterne, in maniera molto semplice e veloce, anche operando con squadre non estremamente specializzate; la posa avviene a secco, per semplice sormonto, e la muratura viene resa monolitica con un getto di riempimento di calcestruzzo, da realizzarsi ogni cinque o sei corsi.

Le pareti in casseri legno-cemento Isotex rispettano i valori di isolamento termico prescritti dalla normativa vigente (trasmittanza termica U pari a 0,17 W/metroquadroK) e quelli di isolamento sonoro fra unità abitative diverse (R’w uguale a 55 dB).

Le pareti in casseri Isotex hanno anche un ottimo comportamento anche nei confronti del sisma; sono infatti collegate tra di loro da un’armatura diffusa in acciaio, sia orizzontale sia in verticale con passo di 25 centimetri; una griglia di armatura di questo tipo, se unita a corretti vincoli con il sistema di solaio e travi, evita, anche per terremoti di entità importante, il fenomeno di espulsione dei tamponamenti, fattore di rischio importante per gli abitanti, nonché la possibilità che si verifichino degli scollamenti tra le varie parti dell’edificio.


:: Schema tipo dell’armatura di una parete portante in blocchi cassero Isotex ::

La posa nel dettaglio

Come dicevamo, il sistema di posa è estremamente semplice e veloce, fattori entrambi molto importanti nei cantieri moderni; si parte prevedendo l’inserimento nella fondazione di un’armatura verticale (con diametro ferri di 4 cm) con passo 25 cm con un’altezza di di ripresa circa 50 cm.

E’ sempre possibile inserire tale armatura in una fase successiva, forando, secondo il passo citato, il calcestruzzo di fondazione e inserendovi i ferri di ripresa fissati con apposite resine. Prima della posa del primo corso si dispongono poi due strati di malta sui quali si poserà la base delle pareti esterne dei blocchi (evitare di stendere uno strato di malta unico su tutto il blocco).

Una volta verificata la corretta disposizione del primo corso (con livella o bolla) si continuerà con la posa dei corsi successivi (sfalsando di mezzo blocco il secondo corso e così via) completamente a secco, avendo l’accortezza di incastrare bene le maschiature verticali, tenendo ben serrati i blocchi per evitare ponti termici ed acustici.

Nel caso in cui sia necessario tagliare i blocchi, si deve eseguire il taglio al centro della parete, mantenendolo nella stessa posizione nei corsi successivi per evitare sfasamenti dei pilastri interni ai blocchi con conseguente riduzione di portata e difficoltà di riempimento dei casseri con il c.l.s.

Ad ogni corso sarà inserita l’armatura orizzontale nelle apposite lunette dei blocchi fino ad un’altezza di 6 corsi, per un’altezza complessiva di 150 cm. Si provvederà quindi al primo getto di riempimento con betonpompa o benna cominciando dalla pareti perimetrali, riempiendo poi gli angoli e le spalle delle finestre senza una pressione diretta del cls, e terminando con le pareti interne (fermare il riempimento al livello della metà del sesto corso).

Mentre si getta occorre posare l’armatura verticale alta 2 m, garantendo la corretta costipazione del calcestruzzo con un vibratore ad ago piccolo. Finito di gettare il primo corso, si potrà ripetere la procedura per i successivi sei corsi, fino al completamento della muratura.

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