Completata la bonifica ad alta quota delle coperture in amianto della Franco Tosi | Edilone.it

Completata la bonifica ad alta quota delle coperture in amianto della Franco Tosi

Ultimato l'intervento di bonifica e sostituzione della copertura contenente amianto per la storica azienda metalmeccanica di Legnano

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E’ stato ultimato nei giorni scorsi l’intervento di bonifica, rimozione e conseguente sostituzione della copertura in amianto compatto di alcuni capannoni collocati all’interno dell’azienda Franco Tosi Meccanica, l’azienda metalmeccanica fondata nel 1881 da Franco Tosi a poca distanza dal centro di Legnano (Milano). Dell’intervento si è occupata la Safond-Martini, specializzata in questa tipologia di intervento.

L’operazione di bonifica e sostituzione si è svolta con due obiettivi principali: il primo ambientale e di sicurezza, con la rimozione dell’amianto, il secondo di adeguamento degli aspetti architettonici e strutturali delle aree di lavoro. In linea con i principi di risparmio energetico e di illuminazione dei luoghi produttivi, infatti, la tipologia di copertura era prevalentemente costituita da un’alternanza di tratti opachi e lucernari in vetro o in vetroresina ed è stata sostituita da pannelli coibentati con schiuma poliuretanica e lucernari in policarbonato alveolare e compatto. Questo ha permesso un miglioramento dell’illuminazione e dell’isolamento (acustico e termico) degli ambienti di lavoro. Inoltre si è provveduto all’adeguamento delle coperture alle vigenti norme di sicurezza, tramite la posa di dispositivi anti-caduta, rendendo accessibile la maggior parte della superficie in quota per le future e periodiche manutenzioni.

L’intervento ha interessato 6 capannoni di altezza massima variabile dai 12 ai 40 mt per un’estensione totale di circa 10.000 mq di copertura e le lavorazioni si sono sviluppate nell’arco di circa 5 mesi a partire da febbraio 2015 (concludendosi proprio in questi giorni), coinvolgendo un totale di 20 lavoratori compresi gli addetti alle installazioni di sicurezza e alle attrezzature “accessorie” funzionali alla rimozione. In particolare sono state utilizzate 3 gru a torre di altezza complessiva di 51 mt e 50 mt di sbraccio, e una gru automontante da 25 mt di altezza e 30 mt di sbraccio. L’attività di cantiere ha prodotto un totale di circa 120 tonnellate di rifiuto contenente amianto che è stato conferito ad impianti autorizzati allo smaltimento. Particolare cura è stata rivolta al confezionamento della copertura (prevalentemente lastre in fibro-cemento), come previsto dalla normativa vigente, accuratamente sigillata all’interno di doppio strato di polietilene di idoneo spessore prima del trasporto e dello smaltimento.
Su alcune porzioni di fabbricato, sono stati installati ponteggi ad elementi prefabbricati e/o multidirezionali per un totale di circa 1100 mq di facciata. Laddove le altezze in quota risultavano superiori ai 12 m l’accesso degli operatori alle coperture è stato garantito tramite l’installazione di montacarichi elettrici; per i fabbricati più bassi sono state invece installate scale ad elementi prefabbricati e/o multidirezionali.
“Due sono state le criticità maggiori di questo intervento” ha spiegato Federico Maggi, Direttore Tecnico di Cantiere di Safond-Martini. “La messa in sicurezza del cantiere per gli operatori, viste le altezze di lavoro, e il coordinamento con le attività della Franco Tosi. Nei capannoni su cui si è svolta la sostituzione della copertura, infatti, la produzione non è mai stata interrotta e le due aziende hanno lavorato in contemporanea, senza causare alcun disagio o alcun ritardo al processo. Per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza collettivi sono state installate circa 600 mt di linee vita provvisorie, e 500 mt di reti anticaduta in prossimità delle porzioni di copertura non transitabili (in prevalenza lucernari). Le reti anti-caduta sono state utilizzate in abbinamento a teli protettivi la cui funzione è stata quella di impedire l’accidentale caduta di oggetti all’interno dei capannoni.”
Inoltre, sempre in tema di sicurezza degli operatori, data la presenza, sulla sommità dei fabbricati più alti, di alcuni ripetitori di gestori della telefonia mobile, particolare attenzione è stata rivolta all’esposizione ad onde elettromagnetiche, tramite la misura in campo dei valori di emissione. Laddove necessario, in accordo con i gestori delle antenne, si è concordato infatti il depotenziamento delle stesse limitatamente ai periodi di attività nelle immediate vicinanze.

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